Fuoco di paglia o candidata alla vittoria?

[GP Ungheria 2017 | Analisi delle prove libere] – Dopo un venerdì così brillante, la domanda sorge spontanea: la Red Bull ha concluso al comando entrambe le sessioni di libere con Daniel Ricciardo, apparso in gran forma, precedendo la Ferrari di Vettel e la Mercedes di Bottas. Kimi Raikkonen è quarto, dopo aver subito un problema tecnico all’acceleratore, precedendo Lewis Hamilton e l’altra Red Bull, quella di Max Verstappen. Ottima settima posizione per Nico Hulkenberg davanti alla McLaren Honda di Fernando Alonso. Chiudono la top ten Carlos Sainz e Vandoorne. Male Haas e Williams.

In un venerdì molto movimentato, con incidenti e bandiere rosse, alla fine è stato Daniel Ricciardo a ottenere la miglior prestazione alla guida di una Red Bull che pare essere quella degli anni degli scarichi soffiati, per come “danzava” con agevolmente tra le curve dell’Hungaroring. L’australiano ha ottenuto un tempo straordinario, a pochi centesimi dal record della pista, con relativa facilità e anche nella simulazione gara è andato bene. Infatti, con gomme SuperSoft, ha girato sul ritmo dell’1:22 basso, a testimoniare la bontà delle vettura su questo tipo di tracciato. La prima delle Ferrari è la n°5, ovvero quella di Sebastian Vettel: il tedesco, dopo delle FP1 abbastanza difficili, si è riscattato al pomeriggio chiudendo in seconda posizione a poco più di un decimo dalla Red Bull di Ricciardo. Riscontri positivi sono arrivati anche dalla simulazione gara, dato che con gomme Soft il tedesco ha mantenuto un passo molto veloce tra l’21 alto e l’1:22 basso, con il solo Valtteri Bottas che è riuscito a fare meglio. Il finnico della Mercedes, 3° a pochi centesimi da Vettel, è stato il migliore nella simulazione del passo gara: il suo miglior passaggio, a parità di condizioni della pista, è stato in 1:21.3, tempo irraggiungibile per tutti gli altri. Alle spalle dei primi tre troviamo il ferrarista Kimi Raikkonen, autore di una sessione di prove libere dai due volti: bene la simulazione qualifica male la simulazione gara. Il motivo di questa performance altalenante, è dato dal problema tecnico accusato al pedale dell’acceleratore e dalla bandiere rosse che ne hanno rallentato il programma di lavoro. In ombra Max Verstappen e Lewis Hamilton: il primo non si è trovato a suo agio col bilanciamento della vettura, il secondo si è “nascosto” dato che ha fatto registrare il suo miglior tempo con le gomme Soft. Per domani, molto probabilmente, i tre top team si daranno battaglia per conquistare la pole position, che qui è fondamentale per la vittoria finale. Dando invece uno sguardo agli altri, notiamo Hulkenberg settimo con la Renault davanti alla McLaren Honda di Fernando Alonso, alla Toro Rosso di Sainz e a Stoffel Vandoorne. Questo “gruppetto”, domani, si darà battaglia per la settima posizione, ovvero essere il primo degli “altri” e confermare questa posizione anche la domenica in gara. Chi pare leggermente in difficoltà nel corso di questo weekend, è la Force India: la VJM10 non si addice molto alle caratteristiche del circuito magiaro, non a caso entrambi i piloti hanno faticato molto col sottosterzo, finendo fuori dalla top-ten. Weekend, per ora, disastroso per la Haas: Antonio Giovinazzi è andato a sbattere al mattino contro le barriere di curva 11 (a causa di un guasto meccanico secondo il pilota italiano), distruggendo la monoposto, costringendo i meccanici a un lavoro super per rimettere in pista Magnussen negli ultimi minuti delle FP2. Romain Grosjean ha si girato, ma più fuori che dentro alla pista, dati i cronici problemi ai freni e lo scarso bilanciamento della sua VF17. Infine, buone notizie per Wehrlein e Palmer autori di incidenti per fortuna senza conseguenze.