Aerodinamica: l’alettone anteriore

L’alettone anteriore di una monoposto di Formula 1 è il primo elemento aerodinamico a generare deportanza, influenzando così l’andamento dei flussi nel resto del corpo vettura; per questo motivo è un componente di vitale importanza per l’equilibrio aerodinamico generale della vettura. Con l’introduzione delle nuove regole a partire dal 2017, ha cambiato notevolmente dimensioni e di conseguenza anche la fluidodinamica è stata rivista. Scopriamo in modo più approfondito le sue funzioni. 

Gli alettoni anteriori generano circa il 25-30% del “downforce” (carico alare) di una monoposto di Formula 1, che si riduce al 10% quando una macchina segue in scia un’altra. L’alettone anteriore, col nuovo regolamento tecnico 2017, è lungo 1800 mm con un disegno a freccia con angolo positivo di circa 12,5°, descritto dal bordo d’attacco alare e il piano trasversale.
L’alettone anteriore è sempre stato, fin dai primi esperimenti sulle vetture da competizione, e continua ad essere oggetto di analisi approfondite in galleria del vento per quanto riguarda lo studio della fluidodinamica e, per la precisione, di aerodinamica.
Ogni elemento geometrico dell’alettone viene, in base ai mezzi di simulazione e alle risorse tecnologiche ed economiche di cui si dispone, studiato in ogni suo particolare, alla ricerca dell’ottimale equilibrio aerodinamico tra deportanza, riduzione della resistenza aerodinamica, stabilità ed efficienza.
Ogni parametro come, profili, sezioni, corde, angoli diedri, bordi di attacco e uscita, svergolamenti, è attentamente studiato e testato.


Le attuali ali anteriori sono costruite in carbonio, materiale molto rigido ma allo stesso tempo flessibile e leggero;  il disegno delle attuali ali anteriori è molto complesso, in quanto sono il risultato di studi, esperimenti, simulazioni molto accurate nel campo della micro-aerodinamica.
Sopra il mainplane principale vi sono ben 4 o addirittura 5 flaps che sono parti mobili e variano da pista a pista in base alla messa a punto della monoposto, il che dipende da quanto carico aerodinamico richiede il tracciato.
Sui flaps stessi, vi sono svariati nolder o comunque piccole appendici aerodinamiche, nella sempre più “disperata” ricerca del massimo carico aerodinamico, oltre che alla pulizia dei flussi attorno al corpo vettura. Sui lati vi sono delle lamine, dritte o svergolate, che assicurano il passaggio d’aria sopra e sotto l’ala principale. Da alcuni anni queste lamine sono di fondamentale importanza, dato che influenzano il passaggio d’aria intorno alle gomme anteriori.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì