Suzuka, esattamente 11 anni dopo

[GP Giappone 2017 | Analisi della gara] Lewis Hamilton vince di un soffio davanti alla Red Bull di Max Verstappen e ipoteca il titolo mondiale. Sì perchè il rivale Sebastian Vettel è stato costretto a ritirarsi a causa di un problema tecnico al motore V6 turbo. Completa la festa del podio Daniel Ricciardo, che ha preceduto sul traguardo la Mercedes del rimontante Valtteri Bottas. Quinto posto per la Ferrari di Raikkonen, a punti entrambe le Force India e le Haas.

Continua l’inarrestabile marcia trionfale verso il titolo di Lewis Hamilton: il britannico ha vinto la quarta gara delle ultime cinque disputate, ottavo centro stagionale, ed inoltre va a podio da cinque corse consecutive, il cui risultato peggior è stato il secondo posto della Malesia alle spalle della Red Bull di Verstappen.
Proprio l’olandese ha messo il fiato sul collo per tutta la gara alla Mercedes numero 44, riuscendo a  portasi a soli 3 decimi di distacco negli ultimi giri, ma i complicati doppiaggi di Alonso prima e Massa dopo hanno costretto Max ad alzare bandiera bianca. Al brillante secondo posto di Verstappen si aggiunge il terzo posto del consistente Daniel Ricciardo, nono podio stagionale e terzo consecutivo, a testimoniare la crescita esponenziale della Red Bull da quando, dal Gran Premio d’Ungheria, ha debuttato la versione a passo lungo della RB13 unito ad un costante sviluppo aerodinamico.
In parallelo alla crescita Red Bull vi è il declino della Ferrari:
la Scuderia di Maranello ha nella SF70H una vettura velocissima, forse la migliore del lotto, ma nelle ultime 3 gare ha scoperto di essere fragile come il cristallo tanto da conquistare la miseria di 22 punti contro i 105 della Mercedes e i 91 della Red Bull.
Esattamente come l’8 ottobre 2006, l’8 ottobre 2017 ha messo molto probabilmente,sempre a Suzuka, la parola fine ai sogni di gloria iridati della Rossa. 11 anni fa Schumacher fu costretto ad abdicare a causa della rottura del motore della 248F1, spianando di fatto la strada verso il titolo della Renault di Fernando Alonso, oggi è Sebastian Vettel a portare a casa un pesantissimo zero e veder sfuggire il titolo, distante 59 punti a 4 gare del termine. Già in griglia di partenza, i meccanici hanno smontato il cofano della monoposto per controllore la Power Unit in quanto era emerso, durante il giro di posizionamento in griglia, un sospetto malfunzionamento del motore. Vettel prende il via, ma poco dopo la partenza il problema si manifesta e il pilota comincia a rallentare venendo sfilato da diverse vetture: una “banale” candela/bobina di accensione si rompe facendo perdere inesorabilmente potenza al motore endotermico e costringendo Sebastian al ritiro; solamente nel giro di tre settimane, tra Singapore, Malesia, Giappone si è consumato il dramma sportivo di Vettel e della Rossa.
L’unica Ferrari superstite della gara nipponica, quella di Kimi Raikkonen, ha ottenuto un discreto quinto posto finale dopo una buona rimonta dalla decima posizione; il finlandese è stato preceduto sul traguardo dal connazionale Valtteri Bottas, anche lui rimontante.
Bellissima gara della Force India e della Haas, a punti con entrambe le proprie vetture: Esteban Ocon sesto, in zona podio ad inizio gara, e Sergio Perez settimo, hanno preceduto Kevin Magnussen e Romain Grosjean. Se la Force India ha quasi matematicamente archiviato il quarto posto, per la Haas i punti conquistati nella terra del Sol Levante sono valsi, per un solo punto, il sorpasso in classifica sulla Renault per la settima posizione; il team francese,però, dal prossimo appuntamento iridato potrà affidarsi alla coppia Hulkenberg-Sainz per scalzare nuovamente il team americano dalla settima piazza.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì