Capolavoro di Vettel, Verstappen ed Hamilton inseguono

[GP Messico 2017 | Analisi delle qualifiche] E’ Sebastian Vettel il pole man del Gran Premio del Messico che, grazie a un giro fenomenale, ha battuto di pochi centesimi la Red Bull dell’indiavolato Max Verstappen; alle di questa prima fila “inedita” troviamo le Mercedes di Hamilton e Bottas a occupare tutta la seconda fila. Ottime qualifiche anche per le Force India e le Renault, che hanno portato nella top ten i rispettivi piloti; solo settimo Daniel Ricciardo, disastro Haas.

Il tedesco della Ferrari ottiene la 50° pole position della carriera, la quarta della stagione e la prima in assoluto all’Autodromo Hermanos Rodrìguez dove vi si è tornati a correre soltanto nel 2015. Il ferrarista è stato autore di un giro semplicemente clamoroso perchè, visti i tempi di Verstappen e distacchi che aveva inflitto agli altri fino al primo short run della Q3, sembrava una missione impossibile la pole position con questa super Red Bull. Vettel, così facendo, è riuscito anche a conservare il record di precocità di più giovane pole man della storia, messo a serio rischio proprio dall’alfiere della Red Bull. Max Verstappen pensava già, fino a due minuti dal termine delle prove di qualifica, di avere in pugno la sua prima pole position della carriera, ma il giro di Vettel ha scombussolato tutti i piani in casa Red Bull.
Date le straordinarie performance di Ferrari e Red Bull, le Mercedes si sono dovute accontentare della seconda fila: Lewis Hamilton scatterà dalla terza casella, precedendo di pochi centesimi Valtteri Bottas. Il britannico può far fede ai tempi mostrati durante la simulazione del passo gara nelle libere del venerdì ,con gomme UltraSoft per long run di oltre 20 giri, per tentare di passare la Red Bull ed il rivale al titolo Vettel,vincendo così sia la gara sia il mondiale nello stesso weekend.
Chi, invece, è mancato proprio durante queste sessioni di qualifiche è stato Daniel Ricciardo, autore di una qualifica diametralmente opposta a quella del compagno di box in Red Bull. L’australiano, che monta la vecchia specifica del motore Renault a differenza di Verstappen che ha quella nuova, ha accusato problemi nel trovare la giusta finestra di funzionamento per mandare in temperatura le gomme UltraSoft. Il risultato è stato un’anonima settima posizione, preceduto anche da Estaban Ocon e a un secondo dalla coppia Vettel-Verstappen, ed anche in ottica gara le premesse non sono le migliori dato lo scarso grip della sua monoposto con questo tipo di mescole qui a Città del Messico.
Il francese della Force India è ormai una garanzia sia in qualifica sia in gara, ma è soprattutto al sabato dove si piazza costantemente tra la quinta e l’ottava posizione e inoltre, nelle ultime uscite stagionali, sta battendo costantemente il compagno Sergio Perez. L’idolo di casa si è dovuto accontentare della decima posizione battuto anche dalle due Renault, con Nico Hulkenberg ottavo, a poco più di venti millesimi da Ocon, ed Carlos Sainz nono.
Poteva essere nella bagarre della Q3 anche la McLaren Honda di Fernando Alonso, che per tutto il weekend ha mostrato un ottimo passo con tempi sul giro molto competitivi e sempre nei piani alti della classifica; purtroppo, a causa delle troppe penalità, il team ha deciso di non disputare la seconda sessione di qualifiche dato che in ogni caso i due piloti sarebbero partiti ultimi.
Le penalità della Toro Rosso di Pierre Gasly e soprattutto delle McLaren, tolgono le Haas dall’imbarazzante ultima fila ottenuta in qualifica con Kevin Magnussen 19° e Romain Grosjean addirittura ultimo! Davvero inconcepibile questa VF17 che viaggia a fasi alterne e senza che nel team sappiano il perchè di questi continui alti e bassi.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì