Aerodinamica: i bargeboards

Così come ad inizio millennio, i bargeboards sono tornati ad essere di dimensioni notevoli per accentuarne la capacità di deviare e migliorare i flussi aerodinamici nel retrotreno della vettura. Il nuovo regolamento tecnico ha lasciato “carta bianca” ai progettisti in questa zona; analizziamoli nel dettaglio.

 

I bargeboards vennero introdotti per la prima volta su una vettura di Formula 1 nella stagione 1993, con la McLaren che li montò sulla propria MP4/8.
Questi particolari aerodinamici sono posti ai lati della scocca nella sezione di mezzeria della monoposto, si trovano in parallelo con la posizione di guida del pilota, quindi pressoché a metà della monoposto.
I bargeboards sono delle curve piani verticali situati longitudinalmente, tra le ruote anteriori e le fiancate, che hanno come primo punto d’attacco l’estensione del fondo piatto al di sotto dei deviatori di flusso orizzontali delle pance laterali, ed come secondo punto d’attacco la scocca (all’altezza delle ginocchia del pilota); nella sezione frontale sono più alti rispetto al posteriore, conseguentemente assumono una forma trapezoidale.
I bargeboards svolgono più funzioni:
– separano il flusso d’aria proveniente dell’alettone anteriore indirizzandone una portata d’aria all’interno dei radiatori ed canalizzandone l’altra all’esterno delle pance laterali;
– accelerano il flusso d’aria diretto al diffusore e all’alettone posteriore, migliorando l’efficienza di entrambi i componenti aerodinamici, incrementando la portata d’aria al retrotreno della monoposto generando così più carico aerodinamico;
– generano dei vortici d’aria destinati a pulire il flusso d’aria diretto al fondo della vettura;
– riducono scia d’aria turbolenta creata dagli pneumatici anteriori, con conseguente miglioramento del flusso d’aria nel resto della monoposto.
Grazie alla rivoluzione aerodinamica della stagione 2017, i bargeboards sono ritornati ad essere parte funzionale nella filosofia aerodinamica complessiva di una monoposto di Formula 1.
Analizziamo le soluzioni più innovative:
– bargeboard “svergolato”: il bargeboard della Force India VJM10 ha fatto il suo debutto al Gran Premio del Bahrain ed caratterizzato da due elementi: il profilo aerodinamico principale è composto da dieci elementi, ognuno dei quali ha una larghezza ed un’altezza variabile, per un totale di dieci soffiaggi; il secondo profilo ha anch’esso una forma svergolata ed è posizionato in parallelo con quello principale.

– bargeboard “a rastrello”: il profilo principale del bargeboard, che è stato portato dalla Renault sulla propria RS17 a partire dal Gran Premio dell’Azerbaijan, ha una forma ad “U” reclinata consentendo al profilo di arrivare fin sotto alla scocca in prossimità del T-tray in modo tale da poter dividere in modo ottimale i flussi diretti all’interno delle pance (per il raffreddamento dei componenti) e quelli all’esterno di esse (per generare carico aerodinamico). Il marciapiede è costituito da ben soffiaggi disposti facendolo assomigliare ad un rastrello.


– bargeboard “a ponte”:
e’ forse la soluzione aerodinamica più interessante in questa area della monoposto, è stata una delle caratteristiche che sono saltate subito all’occhio della McLaren Honda MCL32; i bargeboards in questo caso hanno un punto d’attacco molto alto, quasi ad altezza massima della scocca (!), funzionando anche da deflettore aerodinamico.

– bargeboard “con lame”: fu la mossa a sorpresa della Mercedes nella stagione 2016, col team che gli presentò nell’ultima sessione di test pre stagionali sulla W07 Hybrid. Ovviamente, con il nuovo regolamento tecnico, questo concetto aerodinamico è stato esasperato di gara in gara durante l’arco della stagione 2017 ed i bargeboards “fantascientifici” delle Frecce d’Argento separa ogni flusso d’aria diretto nel retrotreno della monoposto.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì