La season review di Kevin Magnussen

Dopo essere passato dalla poco competitiva Renault del 2016 ad una Haas in grado di battagliare per le posizioni di metà classifica, ci si aspettava un salto di qualità nelle performance del danese. Nonostante il confronto con Romain Grosjean sia stato equilibrato, il danese ha vissuto di alti e bassi ed in pista si è rivelato più volte un pilota sopra le righe.

– LA STAGIONE:
La stagione 2017 ha rispecchiato a pieno tutta sua carriera in Formula 1: weekend con performance da top driver (ad esempio Azerbaijan, Austria, Giappone) si sono alternati a gare disastrose (vedi Ungheria, Brasile, Abu Dhabi), nel mezzo anche episodi controversi in pista.

Dopo essersi ritirato nella gara inaugurale in Australia per un problema alla sospensione, Grosjean l’aveva comunque nettamente battuto sia in qualifica sia in gara, i primi punti della stagione arrivano in Cina, gara nella quale ha ottenuto un brillante ottavo posto dopo essere partito dal fondo dello schieramento.
Dopo il ritiro nella gara in notturna del Bahrain e le gare anonime di Sochi e Barcellona, Magnussen conquista il decimo posto tra le stradine del Principato di Monaco, ma è in Azerbaijan dove è protagonista della sua miglior gara della stagione.
Scattato dalla 13esima casella in griglia di partenza ed approfittando di una gara caotica e dalle mille sorprese, l’alfiere della Haas ha colto un grandissimo settimo posto a coronamento di una gara corsa col coltello tra i denti fino all’ultimo metro del Gran Premio; il doppio sorpasso a 330 kmh ai danni di Felipe Massa e Nico Hulkenberg nel corso del 25° giro è stata una manovra d’applausi.
A proposito di sorpassi da pelo sullo stomaco, come non citare quelli a Singapore e in Giappone sempre ai danni del mal capitato Felipe Massa: a Marina Bay s’inventa un sorpasso ai danni della Williams sfiorando il muro a destra a 300 kmh e toccando la FW40 a sinistra, a Suzuka sorpassa il brasiliano in punto impossibile in curva 2.
Se da un lato questo “coraggio” nei sorpassi è da ammirare, dall’altro, quando da attaccante passi a difensore, può risultare un po’ sopra le righe come è successo all’Hungaroring con Hulkenberg ed in Malesia con Alonso, con entrambi i colleghi che lo hanno pesantemente rimproverato.
Infine, anche se il confronto con Romain Grosjean è stato sostanzialmente equilibrato, il francese ha avuto la meglio sia in qualifica (12-8), sia in gara (10-9) ed in classifica piloti (28 a 19). 
Le aspettative su di lui, sin dagli esordi con la McLaren nel 2014, sono sempre alte, ma forse è proprio per la sua incostanza e i suoi comportamenti “fallosi” che non riesce a fare il salto di qualità da promessa a Top Driver.

– VOTO: 5,5 | Montagne russe

– I RISULTATI SPORTIVI:
– Posizione finale in classifica: 14°
– Posizione finale in classifica nel 2016: 16°
– Gare disputate:
20/20
– Posizione media in gara:
12°
– Punti: 19
– Media punti: 0,95
– Vittorie: 0
– Podi: 0 
– Pole position: 0
– Posizione media in qualifica: 15°
– Giri più veloci: 0
– Piazzamenti nella Top-Ten: 5
– Prime file: 0
– Piazzamenti Top-3 qualifica: 0
– Piazzamenti Top-10 qualifica: 0
– Hat trick: 0

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