Aerodinamica: il diffusore

Il diffusore, conosciuto anche come scivolo estrattore, nel mondo delle monoposto è un elemento aerodinamico fisso collocato nella zona del retrotreno della vettura al di sotto dell’alettone posteriore. Negli ultimi dieci anni, tale componente ha assunto sempre di più maggior importanza, dando vita, oltre che a diverse soluzione aerodinamiche, anche a numerose polemiche all’inizio della stagione 2009. Scopriamo di cosa si tratta.

Il diffusore è un elemento aerodinamico che ha il compito di creare una spinta verso il basso in modo tale aumentare l’aderenza della monoposto con l’asfalto. Le dimensioni di questo particolare tecnico sono notevoli ed interessano buona parte del fondo vettura: ha un’altezza di 175 mm, una larghezza di ben 1050 mm e il punto di attacco davanti alle ruote posteriori è di 175 mm.
E’ importante che la macchina non perda efficienza aerodinamica, anche nei tratti in cui il flusso d’aria non è perfettamente parallelo all’asse della vettura ed a qualsiasi distanza dall’asfalto.
Quando viene a mancare il grip aerodinamico che l’estrattore è in grado di generare, ad esempio nelle chicane di Montreal quando la monoposto “danza” sui cordoli perdendo temporaneamente contatto con l’asfalto, il comportamento della vettura cambia repentinamente e di conseguenza vi sarà anche un’immediata perdita di stabilità.
L’estrattore è progettato con un disegno a forma di scivolo, il quale aumenta di volume lungo la sua estensione, da leggermente inclinato all’inizio a estremamente rialzato e “scavato” nella parte finale, design concepito per creare il vuoto necessario all’espansione dell’aria proveniente dalla zona inferiore della vettura.
La pendenza di risalita dello scivolo estrattore è la zona cruciale di tale componente, in quanto deve avere un cambiamento graduale dell’angolo di inclinazione, nella fase di risalita, in modo da impedire al flusso d’aria di separarsi bruscamente dalla parte superiore e sui lati.
All’interno degli estrattori sono montate svariate paratie verticali per pulire al meglio il flusso d’aria.
Il diffusore è uno degli elementi aerodinamici che contribuiscono a generare l’effetto suolo; l’estrattore posteriore crea un’area di bassa pressione sotto il corpo vettura in movimento, accelerando il flusso d’aria al di sotto della monoposto e diminuendone la pressione, creando di conseguenza una differenza di pressione tra le superfici superiore e inferiore della monoposto.
Con la vettura in movimento, il flusso d’aria che passa nella parte sottostante dell’avantreno accelera, ma arrivando al diffusore trova una zona di bassa pressione espandendosi e ritornando a velocità normale, producendo deportanza in maniera più efficiente; in questo modo si ottiene elevato carico aerodinamico ma con una resistenza aerodinamica inferiore rispetto a quella data degli alettoni.
Nel 2009 in Formula 1 con la Brawn GP, è stata schierata una monoposto con un diffusore posteriore dotato di sfoghi d’aria verticali e denominato in gergo tecnico “double decker” (a due piani), che permettendo il passaggio di un flusso d’aria più consistente rispetto ai diffusori convenzionali, genera anche maggiore effetto suolo.
Questo accorgimento tecnico è stato il risultato di un buco del regolamento tecnico 2009 in quest’area della monoposto; infatti tutte le squadre, ad eccezione di Brawn, Toyota, Williams, lo ritennero irregolare ma la FIA, dopo ben 3 GP, dichiarò regolare questa soluzione che ha contribuito a far vincere, clamorosamente al primo anno, il titolo piloti e costruttori alla scuderia Brawn GP.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì