La season review di Sebastian Vettel

E’ stato in testa per oltre metà campionato, è sempre stato molto veloce, ha tirato fuori il massimo dalla SF70H ma alla fine il mondiale è sfuggito: il trittico asiatico ha mandato in fumo ogni sogno di gloria tra Singapore, Malesia e Giappone. Nel 2018 potrà dare nuovamente l’assalto al suo quinto titolo, Mercedes e Red Bull permettendo…

– LA STAGIONE:
Se l’annata 2016 ha rappresentato una delle stagioni peggiori della sua carriera (0 vittorie così come nel 2014), il 2017 è stato l’anno della riscossa: il tedesco, grazie anche a una monoposto competitiva come non si vedeva dal lontano 2008 con l’allora F2008, è stato autore di ben 5 vittorie, 4 pole position arricchite da 13 piazzamenti a podio.
Il tetra campione del mondo ha riportato la Ferrari ad altissimi livelli merito soprattutto di un inizio di stagione fulminante, solo nella vittoriosa stagione 2011 fece meglio, che ha fatto sognare i tifosi della Rossa in tutto il mondo ma che soprattutto ha fatto tremare la dominante Mercedes dell’era turbo-ibrida.
A Melbourne Vettel vince e convince davanti al rivale Lewis Hamilton, ripetendo il successo australiano sotto i riflettori del tracciato di Manama in Bahrain e tra guad rail del Principato di Monaco, dove la Ferrari non trionfava dal lontano 2001 con Michael Schumacher.
Nel mezzo i secondi posti di Shanghai, Sochi, dove ha riportato la Ferrari in pole position dopo ben 5 anni (ultima volta con Alonso alla guida sotto il diluvio dell’Hockenheimring nel 2012), ed a Barcellona dopo dei bei duelli con le Mercedes di Bottas ed Hamilton.
Dopo l’eccellente quarto posto di Montreal a seguito di una gran rimonta, si arriva a Baku dove Vettel commette una leggerezza non da poco: in regime di Safety Car, l’alfiere della Rossa tampona Lewis Hamilton davanti a lui, convinto del fatto che il rivale inglese abbia frenato eccessivamente apposta, ed successivamente lo affianca e gli dà una “ruotata”.
Un gesto antisportivo che i commissari di gara puniscono con una penalità stop&go da 10 secondi che il tedesco, dato il problema accusato proprio da Hamilton (protezione dell’abitacolo mal fissata) che gli è costato un pit stop aggiuntivo, ha pagato a caro prezzo dato che avrebbe potuto vincere la gara invece di concludere in quarta posizione.
Archiviato il “caso” Baku, per il quale il tedesco si è pubblicamente scusato, in Austria Vettel giunge secondo a un soffio dal vincitore Valtteri Bottas, mentre a Silverstone la sfortuna si accanisce contro la Ferrari, con entrambi i piloti vittime di forature a pochi chilometri dal termine, con Raikkonen che concluderà terzo e Vettel solamente settimo.
La tappa inglese ha visto la doppietta Mercedes ma solamente due settimane più tardi, ecco la riscossa: Vettel centra il quarto successo stagionale, grazie anche all’aiuto di Kimi Raikkonen e nonostante un problema allo sterzo, a coronamento di un weekend da urlo per il pilota tedesco data anche la pole position ottenuta al sabato.
Al ritorno dalla pausa estiva, Vettel centra il secondo posto a Spa ed il terzo a Monza e, pur perdendo la leadership del campionato per pochissimi punti, si trova comunque “a tiro” del rivale Lewis Hamilton fino a che non è iniziata la trasferta asiatica…
Con lo sbarco in terra asiatica ogni possibilità di vittoria del mondiale va in fumo: la tripla trasferta tra Singapore, Malesia ed Giappone è stata da film horror ed ha “spezzato” le gambe alle ambizioni di Vettel e della Ferrari.
A Marina Bay Vettel scatta dalla pole position per la terza volta in stagione, ma al via l’incidente innescato con Verstappen ed Raikkonen lo mette subito fuori dai giochi; due settimane più tardi a Sepang, in Malesia, Vettel è costretto a partire ultimo per un problema la turbo in qualifica, concludendo la gara in quarta posizione dopo una rimonta d’applausi.
Infine sette giorni più tardi, a Suzuka, il tedesco è costretto al ritiro dopo appena 7 giri per un problema tecnico ad una candela del motore; di queste tre gare Hamilton ne ha vinte due, conquistando un secondo posto ed involandosi in solitaria a +59 nel mondiale.
Il finale di stagione è stato incoraggiante con la pole position numero 50 della carriera in Messico, quinta vittoria stagionale in Brasile, il secondo posto di Austin ed il podio di Abu Dhabi alle spalle delle Frecce d’Argento.
L’unico aspetto negativo della stagione 2017 del nativo di Heppenheim è stata l’emotività: Sebastian in alcune occasioni si è fatto prendere troppo dalla foga commettendo leggerezze evitabili e che mai nei suoi anni trionfali in Red Bull aveva mostrato, mancando di lucidità e dando l’impressione di sentire troppo la pressione di chi è stato ingaggiato per riportare la Scuderia di Maranello ai fasti dell’era Schumacher.
Esempi di ciò, oltre alla famigerata ruotata di Baku, sono il Messico ed in parte anche Singapore: a Città del Messico, dopo essere stato sorpassato da Verstappen al via, viene attaccato all’esterno da Hamilton, che gli lascia tutto lo spazio disponibile all’interno, ma il tedesco lo tampona in pieno compromettendo pesantemente la gara di entrambi.
A Singapore, seppur i commissari abbiano scagionato tutti e tre i piloti coinvolti nell’incidente, è proprio Sebastian a compiere un leggero, ma fatale, movimento verso sinistra per chiudere l’olandese della Red Bull nello stesso momento in cui sopraggiungeva il team mate da sinistra; purtroppo nè Verstappen nè Raikkonen avevano più spazio e di conseguenza il contatto è stato inevitabile a quel punto.
Se il 2017 è stato l’anno della rinascita, il 2018 dovrà essere quello della vittoria, avversari permettendo…

– VOTO: 9 | Riprovaci ancora Seb

– I RISULTATI SPORTIVI:
– Posizione in classifica: 2°
– Posizione finale in classifica nel 2016: 4°
– Gare disputate: 20/20
– Posizione media in gara: 3°
– Punti: 317
– Media punti: 15,8
– Vittorie: 5
– Podi: 13
– Pole position: 4
– Posizione media in qualifica:
– Giri più veloci: 5
– Piazzamenti nella Top-Ten: 18
– Prime file: 14
– Piazzamenti Top-3 qualifica: 17
– Piazzamenti Top-10 qualifica: 19
– Hat trick: 0

#StartYourEngines | Dennis Ciracì