La storia della Formula 1: gli anni ’90

Nella quinta serie dedicata alla storia della Formula 1, siamo giunti agli anni ’90: sulla falsariga del decennio precedente, McLaren e Williams dominarono incontrastate con la sola Benetton di Michael Schumacher a interrompere i successi delle due scuderie britanniche.
In difficoltà la Ferrari, non a livello delle performance delle rivali inglesi; mentre Imola 1994 cambiò per sempre la Formula 1…

Tecnicamente quest’era della Formula 1 fu segnata da importanti novità riguardanti l’elettronica delle monoposto con l’introduzione di nuovi sistemi: le sospensioni attive, il cambio semiautomatico, il controllo di trazione e l’ABS.
Le sospensioni attive sono dei tipi di sospensioni che, in campo automobilistico, controllano il movimento verticale degli pneumatici con un sistema di bordo, in maniera differente dalle sospensioni passive dove il movimento è dovuto al contatto tra il battistrada del pneumatico e l’asfalto.
Il cambio semiautomatico è un tipo di cambio che viene utilizzato sulle vetture nel settore automobilistico, denominato anche cambio manuale robotizzato e deriva dalla “robotizzazione” degli azionamenti manuali in azionamenti automatici.
Il controllo della trazione (TCS abbreviativo inglese Traction Control System), chiamato anche antislittamento o antipattinamento (ASR abbreviativo inglese  di Anti-Slip Regulation), è un’unita di controllo elettronica o sistema integrato alla gestione elettronica della centralina, che impedisce il pattinamento delle ruote motrici di u in fase di accelerazione.
Il sistema anti bloccaggio, meglio noto con l’acronimo ABS ( abbreviativo tedesco diAntiblockiersystem), è un sistema di controllo elettronico di sicurezza che evita il bloccaggio delle ruote dei veicoli garantendone la guidabilità durante le frenate, ed è integrato con i sistemi di frenata assistita.
Oltre alla grande rivoluzione tecnica, in particolar modo nel settore dell’elettronica, che rivoluzionò le vetture di Formula 1, quest’epoca venne segnata, purtroppo, dal weekend più tragico della storia di questo sport: il Gran Premio di San Marino del 1994.

Nella giornata di venerdì dedicata alle prove libere, il brasiliano Rubens Barrichello a bordo della propria Jordan è protagonista di un terrificante incidente alla Variante Bassa, con la vettura fuori controllo che è “planata” sulle gomme di protezione. Fortunatamente le conseguenze sono state di molto inferiori a quanto previsto, con alcune lesioni a naso e braccia, ed ovviamente i medici della FIA non gli hanno dato il via libera per proseguire il weekend per disputare qualifiche e gara.
In occasione della sessione pomeridiana delle qualifiche qualifiche al sabato, si consuma la tragedia: il pilota austriaco della Simtek, Roland Ratzenberger, a causa del cedimento dell’alettone anteriore, si schianta a circa 310 kmh contro il muro della curva intitolata al compianto campione Gilles Villeneuve. Per il pilota purtroppo non c’è nulla da fare, la decelerazione è stata troppo forte uccidendo praticamente sul colpo il 34enne.
La domenica la corsa inizia nel peggiore dei modi: alla partenza un terribile incidente tra la Lotus di Pedro Lamy e la Benetton di JJ Letho, causa una decina di tifosi feriti in quanto un pneumatico si era staccato da una delle due vetture, venendo proiettato sulle tribune.
Ma dopo la morte di Ratzenberger al sabato, un altra tragedia si abbatte nel weekend sanmarinese: all’inizio della settima tornata, precisamente alle ore 14:17 locali, la Williams Renault del brasiliano Ayrton Senna esce di pista ad oltre 300 kmh alla curva Tamburello, a causa del cedimento del piantone dello sterzo modificato nella notte dai meccanici su richiesta del fenomeno brasiliano, causando il terribile schianto contro le barriere di protezione, con un’angolatura di circa 45°, con un pezzo del triangolo della sospensione anteriore che perfora il casco del pilota causando lesioni cerebrali gravissime.
Il brasiliano, che aveva con sè nell’abitacolo la bandiera austriaca in onore del collega Roland Ratzenberger e che avrebbe tirato fuori in caso di vittoria per onorare il compianto austriaco, morirà 18:40 dopo per le gravi lesioni riportate alla testa.
La gara continua ma per ben altre due volte si rischia nuovamente la tragedia.
Durante i soccorsi in pista ad Ayrton Senna, Comas non si accorge della bandiera rossa, ed uscendo dai box  rischia di schiantarsi contro l’elicottero di soccorso, atterrato in pista per portare il povero Ayrton all’ospedale di Bologna; più tardi  Michele Alboreto perde uno pneumatico all’interno della corsia dei box e ferisce 3 meccanici, per fortuna non gravemente.
La corsa si conclude, in un’atmosfera surreale, con la vittoria di Schumacher con il ferrarista Nicola Larini ed il finlandese della McLaren Mika Hakkinen a completare il podio.
Per quanto riguarda le statistiche, tra le scuderie non ci fu storia con le McLaren e sopratutto le Williams che dominarono gare e mondiali sulla falsa riga di ciò che accadde nella decade precedente.
La compagine di Groove vinse ben 62 GP e 5 titoli mondiali (1992,1993,1994,1996,1997), mentre la McLaren che riuscì a far suoi 43 GP e 4 titoli mondiali (1990,1991,1998,1999).
Solo Benetton e Ferrari riuscirono a dire la propria, con un titolo a testa: nel 1995 per la Benetton e nel 1999 per la Ferrari, con rispettivamente 25 e 28 vittorie.
Tra le file dei “drivers”, Senna vinse due titoli consecutivamente, nel 1990 e nel 1991, salendo a quota 3 titoli iridati.
Prost vinse il suo quarto titolo nel 1993 su Williams dopo il sabbatico 1992, anno iridato di Nigel Mansell sempre su Williams, mentre i due alfieri della Williams Damon Hill ed Jacques Villeneuve vinsero un titolo a testa, rispettivamente nel 1996 e nel 1997; “doppiette” iridate anche per Mika Hakkinen con la McLaren (1998-1999) e Michael Schumacher (1994-1995) su Benetton, passato poi in Ferrari nel 1996.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì