Aerodinamica: l’ala Y100

L’ala Y100, detta anche “monkey-seat”, è un componente aerodinamico posto sotto il profilo principale dell’alettone posteriore che venne introdotto per la prima volta negli anni novanta per aumentare il carico aerodinamico della monoposto. Analizziamolo meglio

Nella stagione 1995 la scuderia italiana Minardi introdusse, sulla propria vettura M195, un nuovo particolare tecnico denominato “ala Y100”, conosciuto anche col nome monkey-seat, ovvero un’appendice aerodinamica caratterizzata da un piccolo profilo d’ala collocata nella zona posteriore della vettura nei 200 mm centrali utilizzato con lo scopo di generare carico aerodinamico nel retrotreno della monoposto.
Inizialmente venne posizionato al di sopra dell’alettone posteriore ma, nelle stagioni successive in virtù della ricerca in campo aerodinamico e micro-aerodinamico, la sua collocazione fu inseguito spostata al di sotto del mainplane pricipale dell’ala posteriore.
I vantaggi dati da questo spostamento furono fondamentalmente due: il primo fu quello di avere la possibilità di prelevare una maggior portata d’aria del flusso dal diffusore direzionandola verso l’alto (in gergo tecnico “upwash”), il secondo vantaggio fu dato dalla possibilità di massimizzare la deportanza generata dall’alettone posteriore in quanto si cercò di accelerare il flusso d’aria nella sezione posteriore dell’alettone stesso; anche i gas di scarico in un uscita dal terminale singolo del motore V6 vengono direzionati verso l’alto.
Quindi in definitiva questa aumenta la deportanza della vettura (in gergo tecnico inglese “lift”) e, dato che è un’ala “indipendente”, cioè che non è strettamente a contatto con l’aria come ad esempio gli alettoni, genera pochissima resistenza  all’avanzamento (in gergo tecnico inglese “drag”); in questo modo si ottiene un buon compromesso in termini di efficienza aerodinamica, ovvero il rapporto tra la deportanza aerodinamica e la resistenza all’avanzamento.
Con l’avvento delle Power Unit nel 2014 e con le limitazioni imposte dal regolamento tecnico della FIA, il monkey seat svolge un ruolo importante nella performance generale della monoposto: data l’elevata coppia motrice che generano i motori V6 turbo, la fase di accelerazione è diventata cruciale e con un mancanza di carico aerodinamico la vettura potrebbe andare facilmente in sovrasterzo, ed è qui che il monkey seat si rivela di fondamentale importanza dato che può generare del carico verticale in più sull’asse posteriore della vettura migliorandone la stabilità.
In circuiti cittadini come Monaco e Singapore ed anche quelli in cui è richiesto carico aerodinamico nei tratti lenti come ad esempio il terzo settore di Sochi o del Montmelò, le scuderie presentano del monkey seat a due profili se non addirittura a tre come fece la Toro Rosso sulla STR11 in occasione del Gran Premio di Monaco del 2016.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì