Hamilton fa il vuoto, poi le Ferrari

[GP Australia 2018 | Analisi delle qualifiche] Inizia nel modo migliore la stagione di Lewis Hamilton, ovvero con l’ennesima pole position della carriera ottenuta con talento e potenza. Alle sue spalle troviamo un pimpante Kimi Raikkonen, seguito dal compagno di box Sebastian Vettel e dalle Red Bull. Capolavoro Haas che assieme alla Renault completa la top ten; brutto incidente per Valtteri Bottas nel Q3, fortunatamente illeso.

It’s hammer time, ancora una volta. Già, perchè Lewis Hamilton ha voluto mettere le cose in chiaro fin da subito, facendo capire che oltre a battere i diretti avversari, in questo momento forse più Ferrari di Red Bull, vuole anche superare se stesso se possibile; col giro di oggi ci è riuscito.
La 73esima pole position della carriera, la settima in Australia e quinta consecutiva (battuto il record di Ayrton Senna fermo a quota 6) sono frutto di un giro stratosferico, nonchè nuovo record del tracciato che peraltro già gli apparteneva, di puro talento ed anche del famigerato “bottone magico” della Power Unit Mercedes.
In virtù di questa supremazia, agli avversari non resta che limitare i distacchi oggi e passare all’attacco domani in gara in partenza e con la strategia di gara.
La Ferrari, nonostante il pesante divario accusato dal pole-man, ben 6 decimi, ha comunque piazzato i propri piloti in seconda e terza posizione, creando una sorta di marcatura a uomo sul britannico della Mercedes per magari ripetere la partenza a razzo del 2016.
Kimi Raikkonen ha preceduto di soli 10 millesimi il team mate Sebastian Vettel, con il finlandese che si è mostrato sempre veloce per tutto il weekend sin’ora, ed un pò più a proprio agio con la SF71H rispetto al tedesco.


Capitolo Red Bull: le vetture di Milton Keynes hanno disputato una buona qualifica, ottenendo tempi molto vicini a quelli delle Rosse, con Max Verstappen 4° e Daniel Ricciardo 5°, anche se scatterà dall’ottava casella a causa delle tre posizioni di penalità per non avere rispettato il limite di velocità in regime di bandiera rossa nelle seconda sessione prove libere.
Dato che la RB14 non è ancora una vettura veloce in qualifica come la Mercedes W09 o la Ferrari SF71H, seppur di poco in questo caso, nel team hanno deciso di disputare la Q2 con pneumatici Supersoft in modo tale da partire con questo tipo di mescola e tentare di giocare una carta diversa in ottica gara.
All’appello, tra i top team, è mancato Valtteri Bottas: il finlandese è stato protagonista di un brutto incidente all’inizio del Q3 nel quale, dove aver perso la macchina sull’erba umida in uscita di curva 1, è andato a impattare violentemente contro le barriere di curva 2.
Fortunatamente Valtteri ne è uscito illeso, ma per la gara di domani scatterà in 15a posizione visto che è stato arretrato di ulteriori 5 posizioni in griglia di partenza per la sostituzione del cambio.

Dando uno sguardo al resto della griglia, la vera sorpresa di questo weekend australiano è stata la Haas che si conferma, al momento, come quarta forza in campo.
Kevin Magnussen scatterà sesto e Romain Grosjean settimo, precedendo le Renault di Hulkenberg e Sainz; per il danese è la miglior qualifica dal Gran Premio d’Italia del 2014, per il francese dal Gran Premio d’Austria della passata stagione.
Fuori dalla Q2, invece, entrambe le McLaren Renault di Alonso ed Vandoorne, così come le Force India di Perez ed Ocon; male le Toro Rosso e le Alfa Romeo fuori nel Q1.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì