Ricciardo da favola, Verstappen sperona Vettel

[GP Cina 2018 | Analisi della gara] Daniel Ricciardo vince, a sorpresa, il Gran Premio della Cina dopo una gara fenomenale, davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas ed alla Ferrari di Kimi Raikkonen, quarta piazza per un incolore Lewis Hamilton. Vettel termina ottavo dopo essere stato colpito da Verstappen; punti pesanti per Alonso e le Renault.

Giro numero 31: Pierre Gasly attacca alla staccata del tornante di curva 14 il compagno di box della Toro Rosso Brendon Hartley, ma sbaglia il metro di giudizio e lo sperona, mandandolo in testacoda, oltre a distruggere la propria ala anteriore.
L’eccessiva presenza di detriti in pista, spinge i commissari a mandare in pista la Safety Car e da qui in poi cambia tutta la corsa: la Red Bull richiama entrambi i propri piloti ai box per un doppio pit stop, come già successo per il primo, montandogli pneumatici Soft nuovi a differenza di Mercedes e Ferrari che sono rimaste in pista con le coperture medie.
Dal 35° giro inizia lo show di Ricciardo: l’australiano della Red Bull inizia una progressione inarrestabile a suon di giri veloci che lo porta a sorpassare le Mercedes e le Ferrari.
Il primo a essere sorpassato è Kimi Raikkonen in staccata curva 14, dopo è il turno di Lewis Hamilton: Daniel sfrutta la zona DRS per avvicinarsi al campione del mondo ma mancano ancora 20 metri per tentare il sorpasso, ed è qui che fa la magia, con una staccata impensabile, sopravanzando la Mercedes.
Due giri più tardi, tornata numero 42 della corsa, Daniel punta secco la Ferrari di Vettel e lo svernicia sul rettilineo parallelo a quello dei box, grazie anche all’ausilio del DRS.
L’incredibile rimonta è quasi completata, manca solo il leader della gara, Valtteri Bottas: Daniel si fa vedere negli scarichi della Mercedes nel corso del 44° giro prendendo le “misure” al finlandese, per poi passare all’attacco nel giro successivo in curva 6, con Valtteri che chiude la porta all’ultimo ma l’australiano, ancora una volta, passa.
In quei sorpassi d’antologia c’era tutto il repertorio di chi è nato per essere un pilota di Formula 1: determinazione, giusta aggressività, valutazione del punto di sorpasso, calcolo del rischio, talento, intelligenza tattica.

In contrapposizione a Ricciardo, vi è il suo compagno di squadra Max Verstappen: l’olandese si è ancora una volta contraddistinto per la sua irruenza ed eccessiva aggressività in pista, che è sfociata nuovamente in un “autoscontro” con i mal capitati avversari, come successo in Bahrain con Lewis Hamilton.
Questa volta il malcapitato è stato il ferrarista Sebastian Vettel, colpito in pieno dall’alfiere della Red Bull al tornantino di curva 14, con entrambi che sono finiti in testacoda perdendo la posizione su Hamilton ed Raikkonen; la SF71H si è danneggiata nel contatto perdendo bilanciamento aerodinamico, con Vettel che è stato poi sopravanzato anche da Hulkenberg ed Alonso, concludendo così ottavo.
A Verstappen, quarto al traguardo, è stata data un penalità di 10 secondi e così ha chiuso in quinta posizione.
La penalità data alla Red Bull n°33 è stata troppo leggera: in virtù degli episodi controversi con Hamilton a Sakhir e con Vettel a Shanghai, e tenendo conto di tutti quelli degli anni passati, Verstappen andava squalificato per un gran premio, perchè non è possibile che un pilota corra in modo così immaturo, irresponsabile, irrispettosi nei confronto dei rivali in pista.
La gara è stata molto movimentata e chi ha saputo approfittare, come sempre, di ogni situazione sono stati Nico Hulkenberg e Fernando Alonso, con il tedesco ha concluso sesto precedendo proprio lo spagnolo; i due alfieri, rispettivamente della Renault e della McLaren, stanno battagliando per la sesta posizione nel mondiale piloti e praticamente hanno portato quasi tutti i punti dei rispettivi team per la lotta al quarto posto nel campionato costruttori.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì