La gara più folle degli ultimi 20 anni

[GP Azerbaijan 2018 | Analisi della gara] Lewis Hamilton si aggiudica per la prima volta in carriera il Gran Premio d’Azerbaijan, precedendo la Ferrari di Raikkonen e la Force India di Perez. Solo quarto Vettel, a cui è stato fatale un errore in frenata alla ripartenza dopo la Safety Car, che ha preceduto Sainz, Leclerc, Alonso, Stroll. Fuori le Red Bull dopo un contatto tra i due piloti, ritirato anche lo sfortunato Valtteri Bottas per una foratura al penultimo giro.

  • LA BATTAGLIA FERRARI-MERCEDES:
    Le qualifiche del sabato avevano mostrato come, seppur Vettel abbia centrato nuovamente la pole position, le prestazioni in pista tra le due scuderie più accreditate alla conquista del titolo fossero molto più ravvicinate rispetto a Shanghai, dato che le Mercedes hanno accusato un distacco di un decimo e non di sei.
    Il distacco minimo della qualifica si è confermato anche in gara.
    Vettel parte bene con Hamilton e Bottas che lo seguono a ruota, mentre Kimi Raikkonen, che è scattato solo dalla sesta posizione a causa dell’errore in qualifica, è subito costretto a rientrare ai box per la sostituzione dell’ala anteriore a causa del contatto con Ocon.
    Il finlandese monta gomme Soft e, grazie all’ingresso in pista della Safety Car per gli svariati incidenti nelle retrovie, può riaccodarsi al gruppo già quasi in zona punti.
    I primi tre, ovvero Vettel, Hamilton, Bottas fanno gara a se, dati i distacchi abissali col resto del gruppo, col tedesco che fa l’andatura con 4 secondi di vantaggio sul britannico ed 8 sul finlandese.
    Il primo ad effettuare il pit stop dei primi 3 è il campione del mondo al giro numero 22, seguito da Vettel al numero 30, Valtteri Bottas invece continua sulle SuperSoft con un ritmo gara impressionante.
    Al 41° giro, dato l’ingresso in pista della Safety Car per il contatto tra le Red Bull, la scelta di Bottas di proseguire viene premiata, col finlandese che monta gomme UltraSoft per gli ultimi giri e si prende la leadership della corsa, dati anche i pit stop dei rivali Vettel ed Hamilton  per montare le gomme a banda viola.
    La classifica a questo punto vede Valtteri Bottas in prima posizione, con Vettel secondo, Hamilton e Kimi Raikkonen risalito in quarta posizione dopo un ottima rimonta.
    Alla ripartenza della gara al 48° giro, il tedesco della Ferrari prova una staccata impossibile ai danni di Bottas, finendo lungo e perdendo la posizione a vantaggio di Hamilton e Raikkonen; ma non è finita qui perchè al penultimo giro Bottas, autore di una gara perfetta senza errori, è vittima di una foratura in pieno rettilineo a causa di un detrito in pista ed è costretto a ritirarsi!
    Nello stesso momento Vettel perde il podio venendo scavalcato da Perez, che finisce terzo alle spalle di Raikkonen, secondo, e del vincitore Lewis Hamilton.

  • IL DISASTRO RED BULL:
    Volano gli stracci all’interno team austriaco dopo il contatto tra i due alfieri Ricciardo e Verstappen nel corso del 40° giro, con il Talent Scout ed ex pilota di Formula 1, Helmut Marko che ha dichiarato: “Non mi interessa di chi è la colpa, entrambi i piloti dovrebbero avere abbastanza cervello per evitare un simile incidente. Adotteremo misure per garantire che non accada di nuovo”.
    L’intensa battaglia tra le due punte di diamante della Red Bull, con sorpassi e contro sorpassi nei giri 6,12,27,35 che hanno infiammato la gara ed entusiasmato tifosi ed addetti ai lavori, ha avuto il suo epilogo peggiore con l’incidente nel corso del 40° giro.
    Le maggiori responsabilità le ha ,ancora una volta, Verstappen: l’olandese fa un doppio cambio di traiettoria per non far prendere la scia a Ricciardo, ed una volta che Daniel finta l’attacco all’esterno per poi andare all’interno, Max prima va a destra e poi si muove in frenata a sinistra.
    Manovra vista più volte in passato da parte di Verstappen, vedasi in Ungheria nel 2016 con Kimi Raikkonen, con la differenza che in questo caso era un duello a 340 Km/h…
    Alla fine i punti sono 0, per la seconda volta in stagione dopo il Bahrain, e la Red Bull è già stata doppiata, in termini di punti, nel campionato costruttori da Ferrari e Mercedes dopo appena 4 gare.

  • MAGIE A CENTRO GRUPPO:
    La gara più pazza degli ultimi 20 anni ha regalato emozioni a non finire ma anche inaspettate sorprese, una su tutte la gara di Charles Leclerc.
    Il pilota monegasco dell’Alfa Romeo Sauber, facente parte della Ferrari Driver Academy, ha colto una strabiliante sesta posizione, dopo aver navigato per tutta la gara tra la quinta e la nona posizione con un ritmo fenomenale, grazie ad un avvio fulminante in cui si è ritrovato, pensate, negli scarichi delle Red Bull.
    L’inizio di stagione è stato deludente per il Campione del Mondo incarica della Formula 2, ma con questa prestazione monstre ha confermato di essere davvero un pilota dal talento incredibile, come ha dimostrato dominando i campionati di F2 2017 e di GP3 2016.
    Sergio Perez, con l’audace ed inaspettato terzo posto di domenica, è diventato il pilota con più apparizioni sul podio a Baku, a testimoniare la grande affinità che vi è tra la Force India ed il tracciato azero.
    Giornata da ricordare anche per gli spagnoli Sainz e Alonso: Carlos ha ottenuto il miglior risultato per la Renault da quando è ritornata in Formula 1, quinto posto, mentre l’alfiere della McLaren è riuscito a portare la MCL33 al settimo posto, un miracolo sportivo considerando che il primo giro è rientrato ai box con due gomme bucate, l’ala anteriore rotta ed il fondo danneggiato.
    Il Baku City Circuit ha ringalluzzito anche Lance Stroll che, dopo essere diventato il più giovane pilota della storia della Formula 1 a salire sul podio nella passata stagione, ha portato i primi punti di questa stagione alla Williams grazie all’ottavo posto finale; bene anche Brendon Hartley che ha ottenuto i suoi primi punti in Formula 1 terminando in decima posizione con la Toro Rosso-Honda.

  • IL TEMA SICUREZZA:
    L’incidente in regime di Safety Car da parte di Romain Grosjean, ha costretto i commissari a far entrare in pista il carro attrezzi per rimuovere la Haas incidentata del transalpino.
    Una situazione davvero pericolosa, memore soprattutto di quanto successe al povero Jules Bianchi a Suzuka nel 2014, nella quale sarebbe stato decisamente più opportuno esporre la bandiera rossa e fermare la corsa, in modo tale da garantire l’incolumità dei commissari e dei piloti.
    Gli anni passano ma la FIA non impara mai dai suoi errori…

#StartYourEngines | Dennis Ciracì