F1 | Hamilton domina, Mercedes fa doppietta, giornata no per la Ferrari.

[GP Spagna | Analisi della gara] Lewis Hamilton domina e vince il Gran Premio di Spagna 2018, precedendo sul traguardo Valtteri Bottas che completa la doppietta Mercedes. Terzo Max Verstappen, davanti a Sebastian Vettel solamente quarto dopo essere stato costretto ad un pit stop aggiuntivo a causa dell’eccessiva usura dei nuovi pneumatici Pirelli sulla SF71H. D’applausi la gara di Kevin Magnussen, sesto con la Haas.

Lewis Hamilton ottiene il secondo successo stagionale, dopo quello fortunoso  a Baku, e la terza vittoria in Spagna dopo i successi del 2017 e del 2014.
Il britannico della Mercedes ha dominato in lungo e in largo, con la Casa di Stoccarda che ha mostrato un dominio simile a quello targato 2016, grazie alla W09 che tra le curve lente e veloci del Circuit de Catalunya è apparsa in uno stato di forma stratosferico, come e più di quello visto a Melbourne nella gara d’apertura.
A completare il tripudio a tinte argento ci pensa Valtteri Bottas che, col terzo podio della stagione, completa la prima doppietta stagionale delle Frecce d’Argento; il finlandese non è ancora riuscito ad ottenere il primo successo stagionale, vuoi per sfortuna (Baku) vuoi per lo strapotere del compagno di squadra (Barcellona).
Chi poteva rovinare la festa Mercedes, era Sebastian Vettel: il tedesco, grazie ad un ottima partenza ed a un pit stop perfetto da parte dei meccanici della Ferrari, si trovava in seconda posizione, tra Lewis e Valtteri, prima che la Virtual Safety Car cambiasse i programmi del muretto Ferrari.
Gli strateghi della Rossa hanno deciso di sfruttare la finestra della VSC per poter effettuare il secondo pit stop, perdendo così meno tempo rispetto al farlo in condizioni di gara “normali”.
Quel che stona parecchio è la Ferrari abbia dovuto effettuare due pit stop, a differenza del pit stop singolo della concorrenza, quando in Bahrain, edizione 2018 non una vita fa, la SF71H si era mostrata come una monoposto in grado di gestire gli pneumatici ben oltre la loro finestra di utilizzo, tant’è che Vettel fece ben 40 giri con le Soft.
Così come a Sakhir, anche in Spagna le tre mescole disponibili portate dalla Pirelli erano le Medium, le Soft e le SuperSoft; ma allora cos’è che è cambiato sugli pneumatici? Risposta semplice: il battistrada.

Infografica Pirelli relativa ai giri veloci ed agli stint più lunghi percorsi con ogni tipo di mescola.

In questa gara, ed anche in occasione dei futuri Gran Premi di Francia e Gran Bretagna, la Pirelli ha deciso di apportare delle modifiche alle dimensioni del battistrada come riportato da Mario Isola, responsabile car racing di Pirelli: “Il rifacimento dell’asfalto ha modificato alcune delle caratteristiche del tracciato di Montmeló. Per questa gara, così come in Francia e Gran Bretagna, abbiamo quindi deciso di ridurre di 0,4 millimetri il battistrada dei pneumatici slick per diminuire il rischio di surriscaldamento. Questa modifica non influirà in alcun modo sulle prestazioni dei pneumatici e sulla lunghezza degli stint in gara”.
Come si evince dal comunicato della Pirelli la modifica apportata agli pneumatici è stata fatta in virtù del nuovo asfalto per diminuire il rischio di surriscaldamento, motivo per cui Pirelli si è tutelata in anticipo per Le Castellet ed Silverstone, fenomeno che si era manifesto con evidenza nel corso dei test invernali soprattutto sulle Mercedes.
In sintesi, perchè sulla Ferrari le gomme non funzionavano in modo corretto come sulle altre vetture? La teoria più credibile è quella che siano stati una serie di fattori ad aver messo in crisi la SF71H, come l’errata finestra di utilizzo, temperature della pista, gomma a mescola dura che sulle Rosse non rende come le più morbide e probabilmente anche un tipo di set up non ideale per la nuova specifica degli pneumatici Pirelli.
Per chi sostiene l’imbarazzante teoria del complotto ai danni della Ferrari ed a favore della Mercedes mi ricollego a quanto detto da Sebastian Vettel ieri dopo la seconda giornata di test: “se avessimo avuto le gomme standard domenica sarebbe stato probabilmente peggio. Quindi è stata la decisione corretta, è stata colpa nostra se non abbiamo avuto la stessa usura o la stessa durata degli altri“.
Quindi, caso archiviato da uno dei diretti interessati.

Infografica Pirelli relativa alle strategie di gara di ogni pilota.

Ma il vero campanello dall’allarme in casa Ferrari è stato il ritiro di Kimi Raikkonen a causa della rottura del motore, ed in una stagione dove si può utilizzare un massimo di 3 Power Unit (una ogni 7 gran premi di media) questo è un problema serio, non solo per delle eventuali penalizzazioni ma anche per la rotazione dei componenti.
Della debacle Ferrari ne ha approfittato la Red Bull: Max Verstappen ha centrato col brivido, dato che ha tamponato Stroll in regime di VSC, il primo podio stagionale col terzo alle spalle delle Frecce d’Argento, mentre Daniel Ricciardo ha ottenuto un quinto posto ben lontano dalle prestazioni del compagno di squadra.
Alle spalle dei tre top team la bagarre è più serrata che mai: Kevin Magnussen ha  portato ben otto punti alla Haas grazie ad uno splendido sesto posto, alla sue spalle i due idoli di casa Carlos Sainz della Renault e Fernando Alonso della McLaren, quest’ultimo ha allungato in classifica piloti sul Nico Hulkenberg nella lotta al settimo posto.
La Renault scavalca la McLaren di un punto e si porta al quarto posto.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì