F1 | Red Bull da paura a Monaco

[GP Monaco 2018 | Analisi delle prove libere] La Red Bull domina le prove libere del giovedì, con Ricciardo e Verstappen primo e secondo sia al mattino sia al pomeriggio. I rivali seguono con distacchi importanti: Vettel, terzo, è staccato di sei decimi e precedi Hamilton, Raikkonen e Bottas. Bene McLaren e Renault con entrambe le proprie monoposto nella top ten.

Come tanti altre sessioni di prove libere di questa stagione, ed anche di quella passata, la Red Bull fa la voce grossa al venerdì, in questo caso al giovedì, per poi essere ridimensionata dalla Ferrari e dalla Mercedes al sabato in qualifica, dove mediamente alla fine occupa la terza fila.
Questo avviene per due motivi principalmente: il primo è che nelle sessioni di prove libere la Red Bull gira con meno carico di benzina rispetto agli avversari, in media 10 Kg di carburante in più equivalgono a 3 decimi al giro in più; il secondo è che la Power Unit Renault che equipaggia le vetture di Milton Keynes non ha una mappatura del motore in configurazione qualifica così potente come quelle di Ferrari e Mercedes, di conseguenza l’extra boost di cavalli è minore.
Su questa pista, però, il motore conta 2 decimi in meno e la maneggevolezza della vettura, il grip meccanico, l’elevato carico aerodinamico ed il telaio sono fattori che a Montecarlo, più che in altre pista, fanno la differenza ed aumentano la fiducia del pilota nel proprio mezzo.
La Red Bull RB14 possiede tutte le caratteristiche sopracitate e per far capire quanto sia facile da guidare tra le stradine del Principato di Monaco, basta vedere la battaglia serrata che c’è stata tra i due piloti nel corso delle due sessioni di libere, ove a suon di giri veloci si prendevano e si toglievano la miglior prestazione a vicenda.
Alla fine il più veloce è stato Daniel Ricciardo col tempo clamoroso di 1:11.841, record della pista ed un unico uomo sulla terra ad essere sceso sotto il muro del minuto e dodici a Monte Carlo.
Max Verstappen si è dovuto accontentare della seconda posizione, a 194 millesimi dal tempo del compagno di squadra, ma ha comunque dato un ulteriore prova di forza di quanto sia competitiva la monoposto.
La strategia in casa Red Bull pare comunque ben definita: puntare ad occupare tutta la prima fila al sabato, e questo lo si può anche dedurre dall’aggressiva strategia adottata con gli pneumatici visti gli 11 set di HyperSofts ed il singolo di UltraSoft e SuperSoft.
Il primo inseguitore delle RB14 è il ferrarista Sebastian Vettel, che è terzo staccato di quasi sei decimi ma che ha mostrato un passo gara eccezionale sia con le HyperSoft che con le UltraSoft.
Alle spalle del tedesco vi è il leader del mondiale Lewis Hamilton che, oltre ad accusare un distacco di ben 7 decimi da Ricciardo, ha avuto difficoltà anche nella gestione degli pneumatici, in particolar modo la mescola SuperSoft, nella simulazione del passo gara, scartando di fatto la possibilità di utilizzarla in gara.
In una gara che regala sempre sorprese inaspettate, potrebbero dire la loro anche Renault e McLaren che hanno piazzato le rispettive vetture nella top-10: Nico Hulkenberg è settimo, alle spalle dei finlandesi Raikkonen e Bottas, davanti a Stoffel Vandoorne, Fernando Alonso (al ritorno a Monaco dopo l’assenza del 2017 per disputare la 500 Miglia di Indianapolis) e il compagno di squadra Sainz, decimo a chiudere la top ten.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì