Ricciardo hyper level, Vettel beffa Hamilton. Verstappen da horror

[GP Monaco 2018 | Analisi delle qualifiche] Daniel Ricciardo ottiene la prima pole stagionale grazie a un giro da paura, secondo il ferrarista Sebastian Vettel davanti al rivale della Mercedes Lewis Hamilton. Doveva essere una prima fila Red Bull ma Max Verstappen non ha preso parte alle qualifiche a causa del crash in mattinata, ed è il suo è ormai un caso aperto.

1:10.810: questo è il tempo sul giro semplicemente extraterrestre che è valso la pole position a Daniel Ricciardo, unico uomo della Terra a scendere sotto il muro del minuto e undici a Monaco.
L’australiano della Red Bull è stato il mattatore assoluto del weekend, dato che ha concluso in testa le sessioni di prove libere e di qualifiche, ed la pole position è la firma d’autore per un pilota che, assieme a una RB14 da favola tra le stradine del Principato di Monaco, ha sfruttato al massimo ogni millimetro di ogni curva e traiettoria per non lasciare scampo alla concorrenza.
Per Ricciardo si tratta della seconda pole in carriera, la prima fu proprio a Monte Carlo nel 2016, e già lì fu protagonista di un giro magico, ma questa volta si è superato ed è sembrato di rivedere, con le dovute proporzioni, il giro di Ayrton Senna del 1988 dove il brasiliano rifilò 1,2 secondi al compagno di squadra della McLaren Alain Prost.
Oltre alla pole position, il nativo di Perth avrà la possibilità di riprendersi ciò che gli è stato tolto proprio due anni fa dal team per il disastroso pit stop: la vittoria a Monaco.

Se in Red Bull possono esultare alla grandissima per Ricciardo, vi è però il rovescio della medaglia: Max Verstappen.
L’olandese, che non ha preso parte alle qualifiche per l’incidente della mattinata, sembra ormai una causa persa, perchè non è possibile compiere degli e(o)rrori così grossolani a ripetizione, soprattutto per il fatto che la monoposto andava fortissimo e non aveva minimamente senso spingere al limite fino all’ultimo secondo di una sessione di prove libere, che non conta nulla e non assegna nè punti nè posizioni in griglia.
Ed oltretutto la scusa del fatto che è giovane non regge più, perchè stiamo parlando di un pilota che corre in Formula Uno da 4 stagioni e di gran premi ne ha corsi 65 non 6.
Morale della favola: auto distrutta, cambio da sostituire e partenza dall’ultima posizione che qui a Monaco equivale, a meno di stravolgimenti apocalittici, a una sentenza sulle proprie ambizioni in gara prima ancora di iniziarla.
Ma la situazione di Verstappen non è solo colpa sua ma anche di chi lo osanna oltre misura come ad esempio Dietrich Mateschitz, patron della Red Bull, Helmut Marko, suo mentore e Talent Scout Red Bull, ed i media che ne fanno dei paragoni fuori luogo con delle Leggende del passato della Formula 1.
Con un Ricciardo semplicemente illegale, gli avversari si sono dovuti concentrare sulla seconda posizione, con Vettel che proprio all’ultimo secondo è riuscito a beffare Hamilton assicurandosi così la prima fila.

Il tedesco della Ferrari si è mostrato a proprio agio per tutto il weekend con la SF71H, tant’è che è stato sempre vicino ai tempi dei due della Red Bull, riuscendo a tirare fuori il massimo della performance dalla propria monoposto.
La piazza d’onore agguantata proprio in zona Cesarini è stato un colpo di reni importante in ottica gara, dato che ha scalzato il rivale Hamilton dalla prima fila, mettendosi tra lui ed la Red Bull n°3.
Il britannico della Mercedes ha tirato fuori il coniglio dal cilindro dato che la monoposto non era nè al livello della Red Bull nè della Ferrari, tant’è che il compagno di squadra Valtteri Bottas non è andato oltre la quinta posizione, col la Ferrari di Kimi Raikkonen ad interporsi tra le Frecce d’Argento.
Nel corso del Q2 la Casa di Stoccarda ha provato l’azzardo di qualificarsi con entrambe le vetture alla Q3 con gli pneumatici a mescola UltraSoft, il risultato è stato pessimo: Bottas ed Hamilton erano addirittura momentaneamente esclusi dall’ultima sessione di qualifiche e sono stati costretti a montare un set di HyperSoft nuove per poter accedere all’ultima fase delle qualifiche.

Come dicevo negli articoli facenti riferimento ai gran premi scorsi, non bisogna mai sottovalutare la Force India, ed infatti Esteban Ocon ottiene una clamorosa sesta posizione, Sergio Perez scatterà dalla nona casella con la seconda VJM11, monoposto ingegneri e tecnici del Team stanno ribaltando come un guanto dopo uno dei peggiori avvii di stagione per la scuderia con sede a Silverstone.
A sandwich tra le sorprendenti Force India vi sono i due spagnoli Fernando Alonso e Carlos Sainz, autori di qualifiche eccellenti rispettivamente in settima ed ottava posizione con McLaren e Renault; chiude la top ten la Toro Rosso di Gasly, mentre è da segnalare l’ottima prestazione di Sergey Sirotkin, 13° con la Williams.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì