F1 | La stella di Hamilton brilla nella notte di Singapore, buio Ferrari.

La classifica finale e l’analisi delle qualifiche del Gran Premio di Singapore 2018, 15° appuntamento stagionale.


Hyper non è solo il nome della mescola più morbida dalla gamma Pirelli in Formula Uno, ma è anche il livello con il quale si può descrivere in termini “british” ciò che è riuscito a fare Lewis Hamilton nelle qualifiche dell’undicesima edizione del Gran Premio di Singapore.
Il tetra Campione del Mondo e leader iridato, ha tirato fuori dal cilindro un giro che racchiude velocità, talento, classe sopraffina che ha ricordato molto il giro di “The Magic” Ayrton Senna a Monaco nel 1988.
Per il britannico si tratta della 78a pole position della carriera, la settima stagionale e la quarta a Singapore dopo quelle del 2009, 2012 e 2014.
Con un Lewis così stratosferico, per Valtteri Bottas è stata un altra sonora batosta dopo Monza, dato che ha accusato un gap di ben sette decimi dal compagno di squadra; il quarto tempo del finnico completa comunque un giornata più che positiva per il Team di Stoccarda, dato che scatterà a sandwich tra le due Ferrari.

Qualifiche, invece, decisamente amare per il Cavallino Rampante che oltre a un risultato al di sotto delle aspettative, deve anche rivedere alcune scelte nella gestione dei momenti critici.
Sebastian Vettel ha concluso le qualifiche in terza posizione a ben sei decimi dal pole man e rivale al titolo Lewis Hamilton, ed è apparso anche più nervoso rispetto al post qualifica di Monza dato che nel Q2 è stato mandato in pista quando vi era traffico “da bollino nero” e ha fino all’ultimo secondo rischiava l’eliminazione, mentre nel Q3 qualcosa è andato storto.
Peggio ancora è andata a Kimi Raikkonen, il quale non è riuscito a mettersi davanti alla Mercedes del connazionale Bottas per completare un eventuale seconda fila tutta rossa, che perlomeno avrebbe limitato i danni in una giornata dal sapore amaro per la Scuderia di Maranello.

Qualifica dai due volti per la compagine di Milton Keynes, dato che Max Verstappen ha concluso in seconda posizione e Daniel Ricciardo solamente in sesta.
Il talento olandese è stato autore di una qualifica superlativa, dato che ha centrato la prima fila con un distacco contenuto da uno spaziale Hamilton, ma è anche riuscito a tenersi dietro le Ferrari e la Mercedes di Bottas.
Un problema al motore nell’ultimo tentativo ha tarpato le ali alla Red Bull n°33, altrimenti la pole del Campione del Mondo in carica sarebbe stata in pericolo, come dichiarato dal ventenne orange: “Nell’ultimo tentativo ho cercato di spingere ancora di più e avevo ancora 2 decimi di vantaggio alla curva 16-17, ma ho dovuto abortire il giro perché il motore ha tagliato la potenza. Non so se avrei fatto la pole, però sicuramente sarei arrivato ancora più vicino e questo è un peccato”.
Il futuro pilota Renault dal 2019 è stato surclassato dal team mate, che gli ha rifilato un distacco di ben sei decimi, ed ormai sembra l’ombra di se stesso.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì