Hamilton domina e allunga nel Mondiale, Singapore buia per la Ferrari

[GP Singapore 2018 | L’analisi della gara] Lewis Hamilton conquista la settima vittoria stagionale e si avvicina sempre di più al quinto iride, la Ferrari sbaglia la strategia con Vettel e vede allontanarsi anche il Mondiale Costruttori.

Un’altro capolavoro, dopo quello nel Tempio della Velocità, per Lewis Hamilton, questa volta sotto i riflettori della notte magica (per lui, meno per gli avversari) di Singapore: il britannico ha letteralmente dominato centrando il 69° successo della carriera, il 4° a Singapore, il 7° stagionale ed il sesto podio consecutivo.
Il Campione del Mondo in carica ha amministrato la corsa in funzione della gestione degli pneumatici HyperSoft nel primo stint, quelli Soft nel secondo, e della Power Unit.
La pole position “alla Senna” e la vittoria schiacciante sono stati due “schiaffi” morali alle ambizioni iridate del rivale della Ferrari Sebastian Vettel, col distacco tra i due che adesso è di ben 40 punti.
Ma in casa Mercedes possono esultare non solo per la schiacciante superiorità tecnica messa in mostra, ma anche per il risultato di Valtteri Bottas, il quale ha svolto il solito compitino, ma che si è messo tra le due Ferrari ed ha portato altri punti preziosi alla Casa di Stoccarda per la conquista del quinto iride consecutivo nel Campionato Costruttori.

Capitolo Red Bull: la RB14 è stata l’unica a tenere il ritmo della Mercedes W09 di Hamilton, o perlomeno a contenerne i distacchi, anche se con un solo pilota.
Max Verstappen, scattato in prima fila, è stato sopravanzato da Vettel alla curva 7 del primo giro, ma successivamente si è ripreso la posizione sul tedesco della Ferrari nel valzer dei pit stop grazie all’errore strategico della Scuderia di Maranello che ha tentato l’undercut su Hamilton ritrovandosi poi nel traffico della Racing Point Force India di Perez.
Grazie a questo risultato l’olandese centra il sesto podio stagionale, dopo aver gettato alle ortiche il terzo posto a Monza per uno sciocchezza ai danni di Valtteri Bottas, ed la Red Bull coglie il nono podio consecutivo tra le stradine e i muretti di Marina Bay, a testimonianza di come la notte di Singapore sia sempre sempre magica per le vetture di Milton Keynes.
L’unico neo è rappresentato dal momento difficile che sta attraversando Daniel Ricciardo.
L’australiano, i cui rapporti con la dirigenza del team ormai non sono più idilliaci data la sua partenza in Renault per il 2019, ha accusato un distacco di ben 6 decimi in qualifica dal team mate Max Verstappen, il che è sembrato molto strano, tant’è che si è venuto a sapere che l’olandese ha potuto usufruire della mappatura da qualifica nel Q3, contro le raccomandazioni della Renault, mentre l’australiano ha girato depotenziato.

Di tutt’altro umore è l’aria che si respira in casa Ferrari, dove si dovranno raccogliere i cocci di un weekend inferiore alle attese e soprattutto inferiore alla Mercedes e a Lewis Hamilton.
Sebastian Vettel, apparso nervoso per tutto il weekend, ha concluso terzo, a quasi 40 secondi dal rivale al titolo e vincitore della gara Lewis Hamilton, e ha avuto, in questo caso giustamente a mio avviso, da recriminare con la squadra, per un episodio che ha delle analogie con quanto già successo al sabato nella seconda sessione delle qualifiche.
Il tedesco della Ferrari è stato autore di un ottimo spunto al via grazie al quale ha potuto affiancare la Red Bull di Max Verstappen, prima di sfruttare la scia ed il rettilineo dopo curva 5 per attaccare all’esterno l’olandese e sopravanzarlo alla staccata di curva 7.
Ma gli sforzi del ferrarista sono stati resi vani dall’errore strategico del muretto della Scuderia di Maranello: richiamato nel corso del 14 giro per tentare di effettuare l’undercut ai danni della Mercedes di Hamilton, il tedesco è ritornato in pista nel traffico della Force India di Perez perdendo decimi preziosi che gli sono costati anche la seconda posizione, dato che Verstappen ha effettuato un’overcut perfetto ai danni della Rossa, riprendendosi così la piazza d’onore.
Una notte amara per la Ferrari che in virtù dell’opaco quinto posto di Kimi Raikkonen, perde terreno dalla Mercedes anche nel Campionato Costruttori, con la rincorsa al doppio iride che si fa sempre più in salita.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì