Frecce d’Argento inarrestabili, allarme Ferrari

La classifica finale e l’analisi delle qualifiche del Gran Premio della Russia 2018, al Sochi Autodrom, dominate dalle Mercedes.

Sulla pista che nella passata stagione lo vide trionfare per la prima volta in Formula Uno, con una partenza capolavoro nella quale sorpassò le due Ferrari di Raikkonen prima e Vettel poi, Valtteri Bottas è stato autore di un altro capolavoro tra le curve del tracciato russo centrando la sesta pole position della carriera.
Il finnico ha fatto per due volte fatto il giro perfetto nel corso dell’ultima sessione delle qualifiche, battendo la concorrenza interna di Lewis Hamilton per appena 4 millesimi nel primo tentativo e migliorandosi ulteriormente nel secondo, col britannico che ha avuto una sbavatura all’ingresso di curva 7 nel tentativo di strappare la pole position al team mate.
Per la Casa di Stoccarda l’aver monopolizzato l’intera prima fila è un risultato eccellente perchè dimostra come la W09 sia nuovamente la macchina da battere sia sul fronte telaistico sia per quanto riguarda la Power Unit, ed inoltre mette nelle condizioni perfette l’alfiere Lewis Hamilton, col gioco di squadra che quasi sicuramente vi sarè per puntare al successo nella gara di domani e ampliare ulteriormente il margine sul rivale Vettel nel Mondiale Piloti.

Non sono assolutamente positivi i segnali che sono arrivate dalle qualifiche al Sochi Autodrom per la Scuderia di Maranello: Sebastian Vettel ha concluso terzo staccato di 556 millesimi dalla pole di Bottas, mentre Kimi Raikkonen ha completato tutta la seconda fila appannaggio delle Rosse ma anche lui ha subito il pesante distacco di 850 millesimi dal connazionale e pole man odierno.
Distacchi dei quali preoccuparsi seriamente in quanto già visti nel sabato di Singapore due settimane fa, e presi più come un caso isolato, dovuti a fattori come la mancata finestra dell’ottimale temperatura di esercizio degli pneumatici, che come un campanello d’allarme nelle prestazioni della SF71H, che ha perso terreno in parallelo con gli eccellenti sviluppi della rivale W09.
Per la gara di domani, di fondamentale importanza sarà la partenza, con Vettel deve cercare di replicare ai danni delle Mercedes quanto Bottas fece ai danni delle Ferrari nella partenza del 2017, ovvero passare entrambe sul lungo curvilineo che porta alla curva 2.

Data la penalità inflitta alle due Red Bull per la sostituzione di componenti della Power Unit e della trasmissione con conseguente arretramento in griglia di partenza, la terza fila rappresentava un opportunità da cogliere al volo per i team a centro gruppo.
Alla fine l’ha spuntata la Haas, che grazie allo strepitoso tempo di 1:33.184 di Kevin Magnussen, partirà alle spalle dei top team Ferrari e Mercedes, come successo già in Australia col danese ed in Austria con Romain Grosjean, col francese battuto dal team mate ma bravo nella portare la VF18 in nona posizione.

A sandwich tra le due Haas troviamo le Racing Point Force India di Esteban Ocon e Sergio Perez ed l’Alfa Romeo Sauber di Charles Leclerc: il francese ha colto una straordinaria terza fila, il messicano, a podio nel 2015, scatterà ottavo ed il monegasco ha ottenuto il miglior risultato in carriera che, assieme alla decima posizione di Marcus Ericsson completa la festa della scuderia con sede ad Hinwill.
Escluse invece nel Q2 le Renault di Sainz e Hulkenberg de le Red Bull di Ricciardo e Verstappen, oltre alla Toro Rosso di Pierre Gasly.
Ma quel che è più vergognoso dal punto sportivo è come queste 5 vetture, date le rispettive penalità che le avrebbero retrocesse in qualunque caso in fondo allo schieramento, non abbiano effettuato neanche un giro cronometrato per risparmiare set di pneumatici nuovi in vista della gara.
Questo denota vi siano delle lacune importanti all’interno del regolamento, sia di carattere tecnico sia sportivo.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì