Mercedes spietata e veloce, così si vince. Game over Ferrari

[GP Russia 2018 | Analisi della gara] Sochi 2018 come Spielberg 2002: la Mercedes dà un ordine di scuderia spietato ai danni di Valtteri Bottas per far vincere Lewis Hamilton che allunga su Vettel nel Mondiale, portando a 50 i punti di vantaggio.

Quello del Sochi Autodrom è per Lewis Hamilton il 70° successivo di una straordinaria carriera, l’ottavo stagionale (terzo consecutivo), il terzo in Russia dopo i trionfi del 2014 e del 2015, che consentono al Campione del Mondo in carica di portare a 50 lunghezze il vantaggio in classifica mondiale sul rivale Vettel, a 5 gare dal termine.
Ma se da un punto di vista statistico e prettamente numerico questa è una gran vittoria, da un punto di vista morale è una delle meno meritate per il britannico, come si è potuto anche evincere dalla sua non esultanza a fine gara.
Tutto ha inizio nel valzer dei pit stop: la prima mossa la fa la Mercedes che ferma il pole man e leader della corsa Valtteri Bottas nel corso dell’undicesimo giro, con Hamilton che diventa il leader della gara davanti a Sebastian Vettel.
Al passaggio successivo la Ferrari richiama Vettel per tentare l’undercut su Hamilton, che allunga il suo stint, ed una volta rientrato in pista si trova alle spalle di Bottas, il quale subisce il primo team order della corsa dal muretto Mercedes: “rallenta il ritmo per tenere dietro Vettel”.

L’infografica Pirelli relativa ai pit stop del Gran Premio della Russia 2018.

Al 14° giro Hamilton rientra ai box per il suo pit stop e la strategia della Scuderia di Maranello che non aveva funzionato a Singapore, questa volta ha successo, nonostante il rallentamento di Bottas: Hamilton rientra alle spalle di Bottas e Vettel, formando così un trenino.
Ma due giri più tardi sono scintille tra i due contendenti al titolo: Hamilton attacca Vettel alla frenata della curva 2, col tedesco che lo manda verso il muro senza troppi complimenti a 340 Km/h, il britannico desiste ma avendo una traiettoria migliore in uscita dalla curva 2, prende la scia della Ferrari nella lunga curva 3 e sorprende il ferrarista all’esterno passandolo in frenata della curva 4.
A questo punto sono state ristabilite le posizioni alla partenza, ma al giro 24 arriva il secondo team order per Bottas, col finlandese che lascia passare in maniera plateale il team mate Lewis Hamilton alla curva 13.
Un ordine di scuderia spietato che è stato molto simile a quello dell’Austria 2002, quando Barrichello rallentò a una decina di metri dalla bandiera a scacchi per far vincere Michael Schumacher.

Infografica Pirelli relativa alla durata degli stint e ai giri veloci per ciascuna mescola slick.

La Mercedes non ha guardato in faccia a nessuno, soprattutto a Bottas, è ha dato la possibilità ad Hamilton di aggiungere sette punti al bottino di vantaggio sul rivale Vettel, un gioco di squadra che ha messo nelle migliori condizioni il “capitano” Hamilton, come fu con Schumacher all’epoca, ed il team di centrare comunque il massimo risultato possibile, doppietta come fu per la Ferrari, per avvicinare l’obbiettivo del quinto iride consecutivo in entrambi i Mondiali.
Per la Ferrari, invece, la trasferta russa ha sancito la fine dei sogni di gloria di iridati della Scuderia di Maranello, in entrambe le graduatorie mondiale.
Il tedesco, terzo al traguardo davanti al team mate Raikkonen, vede salire a ben 50 punti il divario dal leader Hamilton, mentre la Ferrari porta a casa 27 punti ma, in virtù della doppietta delle Frecce d’Argento, perde altro terreno ed è lontana ben 53 punti dalla vetta.
Solo un miracolo sportivo può ribaltare le sorti di un Mondiale che, per il quinto anno consecutivo, da prendendo direzione Stoccarda.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì