Mercedes di un altro pianeta, piove sul bagnato in tutti i sensi per la Ferrari

[GP Giappone 2018 | Analisi delle qualifiche] La Mercedes conquista la decima pole position e la sesta prima fila della stagione, mentre per la Ferrari è un naufragio rosso.

E’ ancora una prima fila tutta d’argento così come in Russia al Sochi Autodrom sette giorni fa, questa volta a ruoli invertiti.
Lewis Hamilton, in forma smagliante sin dalla prima sessione di prove libere, ha ottenuto l’ottantesima (!) pole position della carriera, la quarta nella terra del Sol Levante, la seconda consecutiva al Suzuka International Racing Course e l’ottava della stagione.
Valtteri Bottas è stato autore a sua volta di una buona qualifica, conclusa in seconda posizione alle spalle del team mate e leader del mondiale con un distacco di quasi tre decimi, mostrando tutta la bontà del progetto W09 tra i curvoni veloci della pista nipponica.
Ma non è solo la monoposto a essere la protagonista della superiorità delle Frecce d’Argento, bensì l’intero pacchetto squadra-piloti-macchina, con il team che oggi ha preso migliore nel momento più delicato della sessione, ed i piloti hanno portato a casa il massimo risultato senza commettere il minimo errore.

Tutto il contrario di quanto successo ai rivali della Scuderia di Maranello: la Rossa è naufragata nel sabato “zen” con una strategia completamente errata, per usare un eufemismo, con i due alfieri che hanno avuto delle sbavature nei loro giri veloci, che ne ha condizionato in maniera drammatica, sportivamente parlando, non solo il risultato odierno, ma anche la gara di domani e le classifiche in entrambi i Mondiali.
Negli ultimi minuti della seconda manche delle qualifiche, la Q2, una leggera pioggia comincia a cadere nelle curve 1, 8 ed 11, prima di diventare insistente lungo tutto il tracciato e congelando di fatto le posizioni in classifica, dato che sarebbe stato impossibile migliorare il proprio crono.
Si va verso il Q3, ed a questo punto, date le condizioni climatiche miste ed il momento molto delicato, va presa la decisione su che tipo di pneumatici montare per dare l’assalto alla pole position, ed è qui che arriva l’errore strategico del muretto del Cavallino Rampante, il secondo nello spazio di tre settimane se si considera quello con Vettel a Singapore in gara.
La pista è si molto scivolosa ma la pioggia è stata troppo leggera per bagnare la superficie stradale, tant’è che solo i cordoli e le linee bianche sono umide, ma le due Ferrari sono le uniche a scendere in pista con le gomme Intermedie, tant’è che Kimi e Sebastian segnalano subito come la pista sia troppo asciutta per questo tipo di pneumatico, rientrando subito per un pit stop per montare le SuperSoft.
Le SF71H di Vettel e Raikkonen si lanciano per i rispettivi giri veloci, per arpionare quanto meno la seconda fila, ma entrambi i piloti sono autori di una sbavatura alla Spoon Curve, con il finlandese che termina quarto ed il tedesco addirittura nono.
Ma non è finita, perchè, è proprio il caso di dirlo, piove sul bagnato in tutti i sensi per la Ferrari: negli ultimissimi minuti della qualifica, la pioggia tanto invocata per rimescolare le carte in un weekend dominato dalla Mercedes, si rivela un boomerang che sa di beffa in quanto, come già successo nel corso del Q2, “congela” i tempi e decretando così la debacle nipponica della Rossa.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì