La “Air Red Bull” fa paura, la Renault sorprende, Ferrari e Mercedes indietro

[GP Messico 2018 | Analisi delle prove libere] La Red Bull ha davvero messo le ali all’Autòdromo Hermanos Rodriguez, dominando e infliggendo distacchi siderali agli avversari. Sorprende la Renault che è la prima inseguitrice, la Ferrari è lontana e la Mercedes è persino dietro alla Toro Rosso motorizzata Honda.

Il famoso slogan della Red Bull è “Gives Your Wings”, che tradotto in italiano significa “ti mette le ali”, ed è quello che sembra proprio essere successo a Città del Messico all’Autòdromo Hermanos Rodriguez a 2229 metri di altitudine, dove le vetture di Milton Keynes hanno rifilato quasi 1,5 secondi al resto della concorrenza!
Max Verstappen è stato il leader incontrastato del venerdì messicano, dominando entrambe le sessioni di prove libere, fermando il crono sull’1:16.720 e precedendo di 153 millesimi il team mate Daniel Ricciardo, con i due che si candidano prepotentemente a monopolizzare l’intera prima fila domani in qualifica.
Inoltre, se Verstappen dovesse far segnare la prima pole position in carriera, diventerebbe il più giovane pole man della storia, battendo il record di Sebastian Vettel.
Anche nella simulazione del passo gara le lattine più veloci del mondo hanno ottenuto i riscontri cronometrici, soprattutto con gli pneumatici a mescola HyperSoft e SuperSoft, mentre il compound più duro portato qui dalla Pirelli, le SuperSoft, la forbice in termine di gap prestazionale con Mercedes e Ferrari è molto meno è ampia.
Ma come mai la RB14 riesci ad andare così forte, tanto da ridicolizzare, al momento dato che è “solo” venerdì ricordiamolo, avversari del calibro di Mercedes e Ferrari? La risposta può essere data dall’altitudine: la capitale Città del Messico, nella quale vi è ubicato il circuito, è situata ad un’altitudine di ben 2229 metri, il che rende l’aria molto meno rarefatta (circa il 25% in meno rispetto al livello del mare), con conseguente calo di potenza dei motori e del carico aerodinamico.
Le Power Unit non riescono ad essere efficienti come al livello del mare in termini di potenza con complicazioni per quanto riguarda il raffreddamento della componentistica, mentre l’efficienza aerodinamica è talmente meno influente che vengono utilizzati degli alettoni con una configurazione aerodinamica carica al massimo come in Ungheria, ma che come bilanciamento aerodinamico risulta essere scarica come a Monza.
L’unica nota storta di giornata è stato lo stop della vettura di Verstappen, con l’olandese che è stato vittima dello stesso inconveniente tecnico accusato ad Austin dal team mate Ricciardo, ovvero un problema di natura idraulica.


Ma oltre allo strapotere delle Red Bull, la vera sorpresa di giornata sono state le Renault, nonostante i distacchi abissali dalle RB14: Carlos Sainz ha ottenuto un clamoroso terzo tempo, mentre Nico Hulkenberg è ottimo quinto.
Sembrerebbe che la Power Unit della Losanga riesca ad essere più efficiente delle PU Mercedes e Ferrari, non accusando del surriscaldamento in nessun organo meccanico ed elettrico del propulsore ibrido V6 turbo, tant’è vero che nella prima sessione di prove libere, per la prima volta nell’era turbo-ibrida dal 2014, quattro vetture motorizzate Renault hanno monopolizzato le prime quattro posizioni della classifica.
La RS18 si è comportata molto bene in ognuno dei tre settori, soprattutto nell’ultimo che è composto da curve molto lente, risultando ben bilanciata e candidandosi ad occupare tutta la quarta fila, perchè penso che domani in qualifica Mercedes e Ferrari torneranno perlomeno alle spalle delle Red Bull, anche se queste sono teorie e fin quando non sarà il cronometro a parlare non si saprà.
A proposito della Scuderia di Maranello e delle Frecce d’Argento, questo è stato un venerdì a dir poco inusuale per le due vetture, la SF71H e la W09, che hanno dominato questa stagione.
Ma quel che lascia basiti, sono i distacchi che hanno subito della Red Bull: Sebastian Vettel ha ottenuto il quarto crono a 1″2 ed è sandwich tra le Renault, Lewis Hamilton è solamente settimo a 1″3 ed è alle spalle della Toro Rosso Honda di Brendon Hartley, Kimi Raikkonen è ottavo con l’altra Ferrari in mezzo alle due Mercedes, dato che Valtteri Bottas è nono.
La Casa di Stoccarda ha fatto sapere che hanno depotenziato la propria Power Unit perchè dalla telemetria hanno notato un marcato riscaldamento in diverse aeree, anche per questo i riscontri cronometrici nei long run sono stati buoni, mentre la Ferrari è andata decisamente meglio nella simulazione del passo gara rispetto alla configurazione da qualifica.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì