F1 | GP Australia 2019: la guida curva per curva dell’Albert Park Circuit

Dopo la lunga pausa invernale, il Circus della Formula Uno approda in Australia per il weekend inaugurale della stagione 2019. Scopriamo come si affronta l’Albert Park Circuit.

DATI GENERALI:

– Nome: Albert Park Circuit

– Lunghezza: 5303 m

– Curve: 16 (10 a destra, 6 a sinistra)

– Inaugurazione: 1996

– Giro più veloce: M.Schumacher (Ferrari F2004) : 1’24″125

– Pilota più vincente: M.Schumacher | 4:’00-’01-’02- ’04

– Scuderia più vincente: Ferrari | 7: ’99- ’00- ’01- ’02- ’04- ’07- ’17

– Pole position 2018: Hamilton (Mercedes): 1:21.164

– Podio 2018: 1° Vettel, 2° Hamilton, 3° Raikkonen

– Categorie: F1, V8 Supercar

– Numero di giri: 58

– Distanza di gara: 307.574 Km

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Un giro di pista all’Albert Park Circuit è lungo 5,303 km. I piloti al termine delle 58 tornate previste per il Gran Premio di domenica, avranno coperto una distanza complessiva di 307,574 km.
Il tracciato australiano prevede 16 curve delle quali 10 a destra e 6 a sinistra. Le forze laterali delle curve veloci come la 5, la 8, la 12, ed la 14 andranno ad avere un grande impatto sul pneumatico anteriore e posteriore sinistro.
Nonostante sia un circuito cittadino, la Power Unit è abbastanza sollecitata.
L’acceleratore viene utilizzato per il 61% del giro, con punte di velocità massima previste intorno ai 330 km/h, con un consumo medio di carburante di circa 1,8 kg a tornata. Da quest’anno la portata di carburante è stata aumentata da 105 Kg a 110.
Le cambiate sono 46 per ogni passaggio, per un totale di 2668 al completamento della gara.
A Melbourne giocano un ruolo di fondamentale importanza i freni. La pista presenta ben otto punti di frenata risultando molto severa in tal senso. Due punti sono leggeri, due medi e quattro pesanti. Il tempo speso in frenata del 16%.
Secondo i tecnici Brembo l’Albert Park Circuit rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni, classificato come “Medium” con un indice di difficoltà pari a 3 in una scala da 1 a 5. Lo stesso valore ottenuto dalle piste di Budapest, Austin, Monaco e Spielberg.
La decelerazione media del tracciato è di 4G, dato che in oltre sette punti si supera una decelerazione di 4G. La più alta forza G, invece la si subisce durante la percorrenza della curva 11, quando viene esercitata sul pilota, nel cambio direzione della chicane White 11-12 a 250 Km/h, un’accelerazione laterale di 6.5 G.
Le zone DRS sono tre e distribuite così: la prima da curva 12 a 13 (detection point tra curva 10 e 11), la seconda sul rettilineo del traguardo detection point tra curva 13 e 14), la terza tra curva 2 e 3 (detection point curva 2).

IL TRACCIATO CURVA PER CURVA:

Curva 1 | 178 Km/h – 4a – 6,3G:

La prima curva dell’Albert Park Circuit è intitolata ad Alan Jones, pilota australiano e Campione del Mondo di Formula Uno nel 1980. Distante 381 metri dalla linea del traguardo, è molto difficile per via della grande velocità di inserimento dopo la brusca frenata.
Si stacca al punto di frenata dopo una zona DRS che porta le vetture a sfiorare il 330 Km/h. La decelerazione è di 5,2G e lo spazio di frenata è di 129 metri nell’arco di 2,10 secondi.

Curva 2 | 221 Km/h – 5a – 4G:

L’uscita dalla prima curva porta subito al cambio di direzione verso sinistra per la curva Brabham. La si percorre in accelerazione a gas completamente aperto. E’ importante ottenere una buona uscita per sfruttare il rettilineo dell’Aughtie Drive, la terza zona DRS.

Curva 3 | 102 Km/h – 3a – 5,3G:

La frenata successiva all’Aughtie Drive è la più impegnativa del tracciato. Si arriva al punto di frenata per la curva Sports Center a circa 318 Km/h, per poi passare in 2,12 secondi nello spazio di 110 metri a 102 Km/h.
Il carico applicato sul pedale del freno è pari a 182 Kg, la decelerazione è di 5,3G.

Curva 4 | 183 Km/h – 4a – 3,3G:

L’ottima trazione in uscita dalla curva 3 consente di impostare al meglio la curva Hellas, una sinistra da percorre con l’acceleratore parzialmente aperto. L’anteriore dev’essere preciso in inserimento in modo da sfruttare al massimo il cordolo in uscita.

Curva 5 | 256 Km/h – 6a – 5,2G:

La curva Whiteford è una delle più veloci della pista. E’ una curva verso destra molto rapida da affrontare full-throttle ad oltre 250 Km/h. L’accelerazione laterale è di 5,2G. Alla frenata successiva inizia il secondo settore.

Curva 6 | 158 Km/h – 4a – 3,2G:

Il punto di frenata della curva Marina è molto difficile. Bisogna impostare la traiettoria con la macchina sterzante verso sinistra ed aggredire il cordolo all’interno verso destra. Importante non avere del sovrasterzo in trazione.

Curva 7 | 230 Km/h – 5a – 2G:

La velocità di percorrenza di questa piega a destra dipende molto dalla velocità in uscita dalla curva precedente. La farfalla dell’acceleratore è completamente aperta.

Curva 8 | 279 Km/h – 7a – 2,2G:

La curva Lauda è la più veloce dell’Albert Park, si percorre in pieno verso destra in settima marcia a quasi 280 Km/h.

Curva 9 | 127 Km/h – 3a – 5,1G:

La staccata della curva Fittipaldi non è una delle più impegnative, ma la sua peculiarità sta nel fatto che la sezione stradale è molto disconnessa in questo punto. La frenata risulta complicata per via dei bump, che rendono difficile l’ingresso verso destra per prendere il punto di corda all’interno.

Curva 10 | 217 Km/h – 5a – 3,1G:

La Fittipaldi è il successivo cambio di direzione verso sinistra dopo la curva Clark. L’accelerazione è fondamentale per portare quanta più velocità possibile in uscita per avere il giusto slancio per il curvilineo successivo, al termine del quale inizia il terzo settore.

Curva 11 | 254 Km/h – 7a – 6,5G:

La chicane White comprende la curve 11 e 12. La prima è verso sinistra la si affronta ad oltre 250 Km/h in settima marcia. L’accelerazione laterale è di ben 6,5G, un dato spaventoso.

Curva 12 | 248 Km/h – 7a – 3,8G:

Il cambio di direzione della undici è molto rapido. Si passa in un lampo da sinistra verso destra, cala l’accelerazione laterale ma la velocità di percorrenza è molto simile. In uscita è importante sfruttare al massimo la porzione di pista.

Curva 13 | 156 Km/h – 4a – 5,8G:

La frenata della curva Ascari, al termine della prima zona di utilizzo del DRS, è quella più lunga della pista di Melbourne.
Si scalano quattro marce, dall’ottava alla quarta, passando da 318 Km/h a 156 Km/h nello spazio di 126 metri nel lasso di tempo di 2,31 secondi. Il carico sul pedale del freno è di 205 Kg, la decelerazione di 5,8G.

Curva 14 | 225 Km/h – 5a – 5,6G:

La curva Stewart è una piega verso destra a medio raggio da percorrere a quasi 230 Km/h in quinta marcia per poi passare subito in sesta in uscita. L’accelerazione laterale è elevata, 5,6G.

Curva 15 | 97 Km/h – 3a – 2,7G:

Dopo la Stewart vi è una breve staccata per la penultima curva, la Senna. Si tratta della curva più lenta presente nel layout, si affronta verso sinistra a poco meno di cento chilometri orari in terza marcia. In questo punto la vettura potrebbe essere sottosterzante in entrata e sovrasterzante in uscita.

Curva 16 | 190 Km/h – 4a – 4G:

L’ultima curva porta il nome di un altro mito del motorsport, il francese tetra campione del mondo Alain Prost. Essa è una destra da percorrere con il gas parzializzato ed è cruciale avere un’ottima uscita per sfruttare l’effetto del DRS.

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