F1 | Melbourne d’argento

[Analisi delle prove libere] Tra tante incognite e poche certezze, la stagione inizia come si era conclusa quella precedente. Hamilton e Mercedes al comando, ma i veri valori si vedranno domani in qualifica.

Le prime prove libere ufficiali della stagione, si sa, sono sempre da prendere con le pinze per quanto riguarda i possibili valori in campo.
Il circuito di Melborune con sede ad Albert Park è un tracciato atipico che si snoda tra le strade della viabilità urbana della città australiana. Oltre al layout la pista è molto disconnessa e nel corso dei tre giorni subisce una grande evoluzione in termini di gommatura.
Essendo l’appuntamento inaugurale, c’è chi ancora deve sistemare alcuni dettagli del set-up della proprie monoposto dopo gli otto giorni di test invernali.
Nonostante sia tutto abbastanza nuovo e “relativo”, la Mercedes è partita a freccia sul giro secco. Il Campione del Mondo in carica Lewis Hamilton ha fermato il cronometro sull’1:22.600, appena 42 millesimi più veloce del compagno di box Bottas.
La W10 ha migliorato di un secondo e tre decimi il tempo che aveva ottenuto la W09 nella seconda sessione di prove libere della passata stagione.
Ovviamente le Frecce d’Argento non sono state le uniche a migliorare notevolmente i tempi della scorsa stagione, ma questo confronto cronometrico fa capire come le nuove monoposto sia ancora più veloci delle precedenti. Il che va a contrasto con tutte le simulazioni che si erano fatte sulla velocità di queste vetture rispetto a quelle del biennio precedente.
Le nuove regole tecniche non hanno peggiorato la performance di un secondo e mezzo come si era stimato, anzi con lo sviluppo la situazione si è rovesciata.
Chiusa questa parentesi tecnica torniamo al venerdì australiano.
Alle spalle delle Mercedes troviamo le Red Bull motorizzate Honda di Verstappen e Gasly. L’olandese è terzo ed ha accusato un distacco di ben otto decimi dal battistrada Hamilton, il francese è ottimo quarto a soli due millesimi dal compagno di box.
Il punto interrogativo della Red Bull riguarda la qualifica. La power unit nipponica non ha forse ancora trovato i cavalli extra per competere al massimo con Ferrari e Mercedes, le qualifiche di domani saranno il termometro delle prestazioni della Honda.
Leggendo la classifica finale della seconda sessione di prove libere, si potrebbe evincere una Ferrari in difficoltà.
La Scuderia di Maranello non ha ancora trovato il bandolo della matassa in termini di bilanciamento e di settaggi in generale. In più sulla vettura di Charles Leclerc c’è stato qualche intoppo relativo alle mappature della Power Unit.
Questo insieme di fattori spiegherebbe la nona posizione del monegasco e la quinta di Vettel. Soprattutto i distacchi dalle Mercedes sono molto ampi, quasi nove decimi per il tedesco ed oltre un secondo per il rookie ferrarista.
Per quanto concerne la battaglia alle spalle dei top team, spicca il sesto tempo di Kimi Raikkonen con l’Alfa Romeo. Il finlandese è riuscito, per lo meno nelle prove libere, a tenere dietro le Renault di Hulkenberg, settimo, e Daniel Ricciardo, ottavo.
Il compagno di squadra di Raikkonen, l’italiano Antonio Giovinazzi, è rimasto attardato in quindicesima posizione.
Per strappare l’accesso alla Q3 e qualche punto in gara, sembra essere lotta tra Haas e Toro Rosso. Grosjean ha ottenuto il decimo crono di giornata davanti al rientrante Kvyat, con il pilota russo che è sembrato molto motivato. Il debuttante Albon ha fatto si degli errori, soprattutto l’incidente nelle prove libere 1, ma anch’egli ha mostrato che la STR14 può competere con le vetture statunitensi.
Oltre ad Alexander Albon con la Toro Rosso, altri due sono i debuttanti di questa stagione: Lando Norris con la McLaren è 18esimo e precede proprio l’altro rookie, George Russell alla guida della Williams. I tre rookie sono i primi tre classificati della Formula Due 2018.
A proposito della Williams, il team sta pagando caro il ritardo accusato nei test pre-season nella preparazione della monoposto. I distacchi delle FW42 di Kubica, anche lui rientrante dopo 9 anni, e di Russell girano intorno ai 4 secondi.
Un gap troppo esteso che mette anche a rischio il tempo qualificazione entro il 107% per la partecipazione al gran premio di domenica.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì