F1 | GP Bahrain 2019: la guida curva per curva al Bahrain International Circuit

Dal 29 marzo al 31 marzo il Bahrain International Circuit ospiterà il secondo appuntamento del Mondiale 2019 di Formula Uno. Scopriamo le caratteristiche, curva per curva, del tracciato situato a Sakhir nella periferia di Manama.

-DATI GENERALI:

– Nome: Bahrain International Circuit

– Lunghezza: 5412 m

– Curve: 15(9 a destra, 6 a sinistra)

– Inaugurazione: 2004

– Giro più veloce: 1’31″447 | P. De La Rosa (2005)

– Pilota più vincente: S.Vettel | 4 (2012, 2013, 2017, 2018).

– Scuderia più vincente: Ferrari | 6 (2004, 2007, 2008, 2010, 2017, 2018).

– Pole-position 2018: Vettel | 1’27″958.

– Podio 2018:
1° Vettel
2° Bottas
3° Hamilton

– Categorie: F1, F2, WEC

– Numero di giri: 57

– Distanza di gara: 308.238 Km

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– IL TRACCIATO:

Un giro di pista al Bahrain International Circuit, che ha ha fatto il proprio esordio nel 2004 e dal 2014 si corre in notturna, è lungo 5,412 km.
Al termine delle 57 tornate previste per il Gran Premio di domenica, i piloti avranno coperto una distanza complessiva di 308,238 km.
Il tracciato di Sakhir prevede 15 curve delle quali 9 a destra e 6 a sinistra.
I 4 lunghi rettilinei, dove vi si raggiungono velocità di oltre 300 km/h, mettono a dura prova le power unit. La farfalla dell’acceleratore rimane aperta per ben il 66% del giro, con punte di velocità massima intorno ai 332 km/h.
Il consumo medio di carburante è di circa 1,75 kg a tornata.
Così come nella gara inaugurale all’Albert Park, anche a Sakhir giocano un ruolo di fondamentale importanza i freni. I piloti ne usufruiscono per 15 secondi e mezzo al giro, il 18 per cento della distanza di gara.
Secondo i tecnici Brembo il Bahrain International Circuit rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per il sistema frenante, classificato come “Hard” con un indice di difficoltà pari a 4 in una scala da 1 a 5. Dato inferiore solo ai tracciati di Montreal, Città del Messico, Abu Dhabi e Singapore.
Oltre alle power unit, anche il cambio è molto sollecitato con 56 cambi di marcia per giro, per un totale di 3192 cambiate nel corso del gara. Dunque il Bahrain International Circuit rappresenta un banco di prova molto severo per la componentistica meccanica delle monoposto.
La decelerazione media del tracciato è di 4,6 G, mentre la più alta forza G la si subisce durante la frenata di curva 1, con 5,1G.
Le zone DRS sono, così come in Australia, tre. La prima è situata tra le curve 3 e 4 ed il detection point è posto 90 metri prima della curva uno. La seconda è tra le curve 10 e 11 con detection point sito 10 metri prima della curva 9. L’ultima zona è posta sul rettilineo del traguardo con il detection point sito 108 metri prima della curva 14.
Di seguito l’analisi dettagliata del Bahrain International Circuit:

PRIMO SETTORE | Tempo: 27,989s

Dalla piazzola della pole position alla prima curva vi sono 265 metri di distanza, mentre la speed trap è situata 144 metri prima della curva .
La frenata della curva uno è la più impegnativa del tracciato mediorientale.
Si arriva alla velocità di 331 Km/h, in ottava marcia per poi scendere fino a 83 Km/h in terza marcia. Lo spazio di frenata è di 118 metri, il tempo di frenata è di appena 2,4 secondi. Il carico sul pedale del freno è 212 kg, la decelerazione di 5,5G.
La trazione in uscita dalla prima curva è importante per impostare le curve 2 e 3, entrambe da affrontare in pieno, rispettivamente verso sinistra in quinta velocità a 185 Km/h e verso destra in sesta marcia a 240 Km/h.
Dopo la curva 3 vi è il rettilineo che porta alla frenata della curva 4. I piloti passano da 312 Km/h a 145 Km/h nello spazio di 106 metri con una pressione sul pedale del freno di 140 Kg. La decelerazione è di 4,4G.
L’uscita della curva 4 ha un ampio raggio, la sezione di pista laterale è da sfruttare al massimo per guadagnare quel centesimo che può fare la differenza sul giro. Da qui in poi inizia il secondo settore.

SECONDO SETTORE | Tempo: 37,893s

Il secondo settore del Bahrain International Circuit è quello più tecnico e guidato. La sequenza delle curve veloci in successione 5, 6 e 7 rappresentano una delle sezioni più belle dei tracciati del panorama internazionale. Si affrontano tutte in sesta velocità.
La cinque è una sinistra da percorrere a 256 Km/h, la sei è una destra da effettuare a 214 Km/h ed infine la sette verso sinistra da fare a 237 Km/h.
Dopo la curva sette vi è la breve frenata per il tornantino verso destra della curva 8. Essendo molto lenta, la si affronta in terza marcia ad appena 85 Km/h.
Dopo la otto vi è un breve allungo che porta alle curve 9 e 10, entrambe verso sinistra.
L’ingresso della curva nove è molto difficile: si entra in settima marcia a 230 Km/h per poi frenare progressivamente col volante sterzante verso sinistra per impostare la dieci.
Per affrontare tale curva a poco più di ottanta chilometri orari si scalano cinque marce, passando dalla settima alla seconda. E’ molto facile arrivare al bloccaggio dell’anteriore sinistra e sovente i piloti mancano l’apex (il punto di corda).
Avere un’ottima trazione in uscita dalla curva dieci è di fondamentale importanza per portare quanta più velocità possibile in fondo al rettilineo opposto a quello dei box.
Al termine del rettifilo si raggiungono i 311 Km/h, prima di scalare quattro marce per la curva 11 verso sinistra da affrontare in quarta marcia a 174 Km/h.
Dopo la undici si va in salita per il cambio direzione verso destra della curva 12. Questa è la curva più veloce delle quindici presenti nel layout del tracciato. La si affronta in pieno in settima marcia a 283 Km/h.
Qui finisce il secondo settore, 48 metri prima della curva 13.

TERZO SETTORE | Tempo: 22.076s

L’ultimo settore della pista situata a Sakhir è il più breve. Dopo la curva dodici si scalano tre marce per la curva 13, una destra da percorrere in quarta velocità a 148 Km/h.
L’uscita dalla tredici porta sull’ultimo rettilineo del tracciato, il quarto punto dove si superano i trecento chilometri orari come velocità di punta.
L’ultima frenata, quella per la curva 14, mette a dura prova l’impianto frenante. Al punto di frenata si arriva a 309 Km/h in ottava marcia prima di decelerare fino ai 137 Km/h. Lo spazio di frenata è di 101 metri, il tempo di frenata è di 1,81 secondi ed la decelerazione è di 4,9G.
L’ultima curva, la 15, è una destra da percorrere in accelerazione che immette sul rettilineo del traguardo.

TEMPO TOTALE SUL GIRO: 1:27.958

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