F1 | Il GP Germania 2019 secondo Brembo

AI RAGGI X L’IMPEGNO DEI SISTEMI FRENANTI DELLE MONOPOSTO DI FORMULA 1 ALL’HOCKENHEIMRING.

Dal 26 al 28 luglio l’Hockenheimring ospita l’11° appuntamento del Mondiale 2019 di Formula 1. ​ 
La pista in uso dal 2002 è molto diversa dal tracciato originario, utilizzato a partire dal 1970 dalle monoposto di Formula 1, e dalle varianti utilizzate in seguito con l’introduzione e la modifica di alcune chicane. ​
Il layout attuale ha conservato la sezione del Motodrom, integrato con curve di ogni tipo: dal tornante Spitzkehre (curva 6) ai curvoni veloci (la curva 7) da percorrere in pieno passando per altre curve in cui l’uso dei freni è di media intensità. ​ 
Hockenheimring è una delle piste che mettono a più dura prova le power-unit mentre i freni, pur chiamati a grandi sforzi nei primi due terzi del tracciato, possono godere dei lunghi rettilinei per raffreddarsi.​
In caso di pioggia, però, potrebbe verificarsi il problema opposto, ossia il rischio che l’impianto frenante il carbonio (i dischi e le pastiglie) non raggiunga la temperatura ottimale di esercizio. ​ 
In quel caso i piloti non avrebbero a disposizione tutto l’attrito di cui necessitano per le frenate. Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale, l’Hockenheimring rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4.​​
La pista in uso dal 2002 è molto diversa dal tracciato originario, utilizzato a partire dal 1970 dalle monoposto di Formula 1, e dalle varianti utilizzate in seguito con l’introduzione e la modifica di alcune chicane. ​

L’IMPEGNO DEI FRENI DURANTE IL GP:

In media durante un intero giro i piloti di Formula 1 usano i secondi per poco più di 11 secondi e mezzo, un valore inferiore di un secondo al GP Canada: la pista tedesca è però più lunga di quella di Montreal di 213 metri e le auto viaggiano ad una velocità media sul giro superiore. ​ 
Gli impianti frenanti sono impiegati per il 16 per cento della gara, percentuale identica al GP Australia e al GP Russia che però sono molto diversi per numero e intensità di frenate. ​ 
​La media sul giro delle decelerazioni massime è di 4,6 g nonostante le prime 3 frenate non scendano mai sotto i 5,2 g. Dalla partenza alla bandiera a scacchi l’energia dissipata da ciascuna monoposto supera i 237 kWh. Invece, sommando tutti i carichi sul pedale del freno dal via all’arrivo ogni pilota sostiene uno sforzo di 49 tonnellate.

LE FRENATE PIU’ IMPEGNATIVE:

Meno di un terzo delle 17 curve dell’Hockenheimring richiedono il ricorso ai freni: 4 sono classificate come impegnative per i freni e una è light. ​ 
La staccata più impegnativa è quella alla curva 6 perché le auto passano da 329 km/h a 65 km/h in soli 2,9 secondi: soggetti ad una decelerazione di 5,7 g, i piloti esercitano un carico di 214 kg sul pedale del freno mentre percorrono 129 metri. ​ 
Il gap di velocità è meno elevato alla curva 2: da 320 km/h a 103 km/h in appena 2,66 secondi a testimonianza di una frenata molto dura. 
Mentre la decelerazione è un filo più bassa (5,2 g), il carico sul pedale tocca i 178 kg. Queste caratteristiche la rendono uno dei punti preferiti per chi cerca il sorpasso. ​ 
Merita una citazione anche la frenata da 303 km/h a 109 km/h alla curva 8: per completarla bastano 110 metri, 2,22 secondi e 155 kg di carico sul pedale. 

PRESTAZIONI BREMBO:

Le auto con freni Brembo hanno vinto 21 edizioni del GP Germania: ben 5 le scuderie che hanno ottenuto almeno un successo, a partire dalla Ferrari che è stata artefice della prima vittoria, nel 1977 con Niki Lauda, a cui aggiunge altri 11 trionfi con Brembo. ​ 
Solo una di queste vittorie le monoposto di Maranello l’hanno ottenuta al Nürburgring. Sono invece 4 le vittorie di Michael Schumacher su questa pista, tutte con freni Brembo. ​

#StartYourEngines | Dennis Ciracì