F1 | GP Russia 2019: la guida curva per curva al Sochi Autodrom

Inaugurato nel 2014, il tracciato situato sul Mar Nero, caratterizzato da lunghi curvilinei e curve a novanta gradi, si snoda tra le strutture che hanno ospitato le Olimpiadi invernali nel medesimo anno. Scopriamone le caratteristiche.

PRIMO SETTORE:

Dalla linea di partenza alla prima curva ci sono poco più di cento metri di distanza. Curva 1 è una destra da affrontare in pieno a 305 km/h in ottava marcia e porta verso curva 2, la frenata più impegnativa del tracciato russo.
I piloti decelerano da 333 km/h a 131 km/h in 1,82 secondi nello spazio di 107 metri con una carico sul pedale di 142 kg e una decelerazione di 6,1G.
Il tratto che va da curva 1 a curva 2 rappresenta la prima zona di utilizzo del DRS.
In uscita dalla curva 2 si affronta la curva 3, una sinistra in appoggio da percorre in pieno a 287 km/h in ottava velocità. E’ caratterizzata dal più lungo raggio di percorrenza, 650 metri, e dal banking negativo, fattore che incide sulla tenuta degli pneumatici dal lato destro della monoposto,
In seguito alla curva 3 vi è la staccata della curva 4, una piega verso destra a novanta gradi da fare a 160 mm/h in quarta marcia con una decelerazione di 4,9G. Dall’allungo che porta dalla Curva 4 alla Curva 5, inizia il secondo settore .

SECONDO SETTORE:

Il tratto centrale del Sochi Autodrom è il più tecnico e guidato.
Successivamente alla curva 4 vi è la frenata della curva 5, dove le vetture decelerano da 288 km/h a 153 km/h con una decelerazione di 4.8G. Le curve cinque, sei e sette sono in successione verso destra.
Curva 5, ad angolo novanta gradi, da affrontare in quarta marcia a 140 km/h, che dà lo slancio verso la curva 6 da fare in pieno in settima velocità a 268 Km/h, ed infine vi è la curva 7 da percorrere in quinta marcia a 179 Km/h.
Il breve allungo successivo alla curva 7 porta ad un’altra sequenza di curve.
Curva 8 è una piega verso sinistra da fare in quinta marcia a 186 Km/h, in seguito vi è, sempre verso sinistra, la curva 6 da percorrere flat-out in sesta velocità a 230 Km/h prima della leggera frenata in inserimento per approciare curva 10. E’ un’altra destra dal raggio di percorrenza a novanta gradi da percorrere in quarta marcia a 145 Km/h.
Di fondamentale importanza è la trazione in uscita da quest’ultima dato che immette sul curvilineo successivo, nel quale si affronta in pieno la curva 11 verso destra in sesta marcia a 260 Km/h, e porta verso la staccata della curva 13.
Questo tratto rappresenta la seconda zona di utilizzo del DRS, allungata di 133 metri rispetto alle precedenti edizioni.

TERZO SETTORE:

La frenata della curva 13 è la più difficile del tracciato, dato si frena verso con lo sterzo verso sinistra per la Curva 12, ed è importante aver un avantreno preciso in inserimento.
I piloti decelerano da 333 km/h a 112 km/h con una decelerazione di 5.4G.
La chicane delle curve 13 e 14 è una destra – sinistra da effettuare in terza marcia a circa 125 km/h, il cui ampio raggio in uscita dà lo slancio verso la chicane delle curve 15 e 16, una sinistra – destra anch’essa da percorrere in terza velocità a 97 km/h in ingresso e a 123 km/ in uscita.
In seguito vi è un breve allungo che porta alle ultime due curva, 17 e 18, entrambe verso destra a novanta gradi da percorrere rispettivamente in quarta marcia a 138 km/h ed in terza velocità a 102 km/h.

#StartYourEngines | Dennis Ciracì